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giovedì 14 marzo 2013

Festa delle donne e della Donna


di Silvio Brachetta

«Non vi è altra cosa che più mi diletti e in pari tempo più mi atterrisca che parlare della gloria della Vergine Madre» diceva san Bernardo (Serm. IV in Assump. B. V. M. n. 5), citato da Corrado di Sassonia nel suo “Specchio della Beata Vergine Maria”.
Il trattato è una raccolta di pensieri dei più grandi santi e Dottori della Chiesa. Essi compresero che la Madre di Dio è la Porta del Cielo, la via meno faticosa e più stabile per giungere al Cuore santissimo di Gesù e, dunque, al Cuore della santissima Trinità. Maria, cioè, è l’appiglio sicuro e certissimo che conduce alla salvezza.
Sant’Anselmo d’Aosta ritiene che il saluto «Ave» alla Vergine sia del tutto conveniente, perché contiene il significato di «a-vae», cioè «immunissima da ogni guaio di colpa» (De Conceptu Virgin. c. 18). L’espressione latina «vae!», infatti, significa «guai!».
Maria fu «sicurissima della divina presenza», soggiunge Sant’Anselmo, con il consenso di san Bernardo di Chiaravalle, che precisa: «Non solo è con te il Figlio che tu rivesti della tua medesima carne, ma è con te pure lo Spirito Santo del quale concepisci, e il Padre che è il generante del tuo concetto» (Omil. 3 super Missus est. n. 4).
Il «vae» - il «guai» -, prosegue Corrado di Sassonia nello “Specchio”, è triplice nell’uomo: «Vi è infatti il “vae” della colpa, il “vae” della miseria e il “vae” della geenna, il “vae” dico della colpa attuale, della miseria originale, e della pena infernale». Difatti il peccato adamitico d’origine ferì la natura umana, segnandola con la miseria. Inoltre, per il fatto che la natura umana è ferita dal peccato originale, è soggetta al peccato attuale, cioè al peccato che commettiamo quotidianamente. Se poi l’uomo è impenitente, rifiuta il riscatto della Croce di Cristo e riceve il salario della Genna, la pena infernale. Per questo motivo l’Evangelista san Giovanni scrive nell’Apocalisse (8, 13) «guai, guai, guai agli abitanti della terra».
Ma non «guai» a Maria, bensì «ave», poiché «niente di orribile» vi fu nei suoi occhi, «niente di procace nelle parole, niente negli atti vi fu d’inverecondo», dice sant’Ambrogio di Milano (in II de Virgin. c. 2, n. 7).
Chi dunque si affida alla Beata Vergine accede ai doni della Grazia, che sono i sette doni dello Spirito Santo, fondamento di ogni virtù. L’uomo, dunque, che prega assieme a Maria si salva mediante i doni di sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore del Signore. Mediante la Grazia, l’uomo può realizzare quello che prima sembrava impossibile e la Croce, da pesante che era, diventa leggera.
Più volte san Tommaso d’Aquino e san Bonaventura da Bagnoregio hanno affermato che per andare a Dio dobbiamo salire tre gradini, dei quali il primo è proprio quello della Beata Vergine Maria.
Per san Bonaventura, in particolare, Maria è la Mediatrice universale della grazia, ovvero dall’unione di Maria in Cristo scaturisce un’«actio hierarchica» (azione gerarchica) e, quindi, mediatrice in ordine alla purificazione, all’illuminazione e al perfezionamento dell’anima (cfr. Itinerarium mentis in Deum, c. 4).

Dal “Salterio della Beata Vergine Maria” di san Bonaventura:

Il pensiero di Maria non parta dalla tua mente.
Il nome di Maria non abbandoni il tuo labbro.
L'Amore di Maria non si spenga nel tuo cuore.
Seguendo Maria non ti perderai.
Appoggiandoti a Maria non cadrai.
Sperando in Maria non temerai.
Ascoltando Maria non sbaglierai.
Vivendo con Maria ti salverai.
Ecco la nona beatitudine:
Beati quelli che si sono consacrati Maria:
i loro nomi sono scritti nel libro della vita.


mercoledì 26 maggio 2010

La Madonna è antimodernista


«Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e più santi, ma satana non dorme e attraverso il modernismo vi devia e vi guida sulla sua via. Perciò figlioli, nell’amore verso il mio cuore Immacolato amate Dio sopra ogni cosa e vivete i suoi comandamenti. Cosi la vostra vita avrà senso e la pace regnerà sulla terra. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.»
Messaggio di Meðugorje, 25 Maggio 2010

Questa precisazione “celeste” chiarifica non poco il messaggio globale che proviene da Meðugorje. Nel senso che il Cielo è dichiaratamente contro il modernismo. Ricordo che il suddetto modernismo è non tanto un atteggiamento mondano moderno, ma un riassunto di errori teologici nato e sviluppatosi all’interno della Chiesa cattolica. Il fatto che, nella Chiesa, non si parli più della pericolosità del modernismo è un indizio di quanto l’errore si sia diffuso tra i cristiani.

(Precisazione: chi scrive è privatamente a favore della soprannaturalità delle apparizioni mariane di Meðugorje. Viceversa, la Conferenza Episcopale Jugoslava e gli ultimi due vescovi di Mostar si sono espressi contro tale soprannaturalità. A tutt’oggi la Santa Sede ha avocato a sé l’ultima parola sulla questione.)
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silvio

lunedì 8 dicembre 2008

Immacolata concezione della beatissima Vergine Maria

«Tutta bella tu sei, amica mia, in te nessuna macchia». (Ct 4, 7)


«Ho detto che Maria è degna di lode perché madre, ma non semplicemente perché madre, perché tale madre. Poiché Dio (è Dio, infatti, colui che essa partorì), che in cielo glorificherà la madre sua in maniera specialissima, ancor prima sulla terra egli si fece premura di prevenirla con grazia singolare, per cui ella potesse concepire rimanendo ineffabilmente intatta e partorire restando integra. D’altra parte, era conveniente che Dio nascesse da una vergine; e era altrettanto logico che una vergine non dovesse partorire che Dio. Perciò il Creatore degli uomini, per diventare uomo, volendo nascere da creatura umana, dovette scegliere tra tutte, anzi, dovette crearla apposta, una madre che fosse degna di lui e a lui gradita. Egli volle, pertanto, che fosse vergine colei dalla quale, immacolata, egli, purificatore di ogni macchia, sarebbe nato immacolato; egli volle che fosse anche umile la madre, per essere a tutti esempio necessario ed efficacissimo di queste virtù.»

San Bernardo di Chiaravalle


Pio IX, il giorno 8 dicembre 1854, promulga il dogma dell’Immacolata concezione, mediante la Bolla Ineffabilis Deus.

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silvio

domenica 7 dicembre 2008

Sine labe originali concepta

«Maledetto sia il suolo per causa tua» (Gen 3, 17).

Dio così si rivolge all’uomo, lo giudica o ne giudica l’azione, dopo la disobbedienza.

La maledizione non è relativa alla persona: se così fosse, avremmo condiviso il medesimo castigo del serpente, che viene maledetto personalmente («sii tu maledetto» Gen 3, 14). Saremmo, cioè, dannati come lo sono i demòni ed i reprobi.

No, qua è maledetto il suolo (ebr. ‘adama). E non è troppo difficile coglierne le conseguenze: malattia, vecchiaia, dolore e, infine, morte e corruzione.

Non è Dio che maledice o, almeno, non è la causa della maledizione. Lo dice il semplice senso logico di Gen 3, 17. Dio si limita ad esprimere un giudizio che sembra quasi il sigillo su varie volontà (la propria, quella umana, quella del serpente), ossia di varie libertà, se libertà è soggiacere alla signoria della propria volontà. [leggi tutto]

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silvio

giovedì 14 agosto 2008

Il dogma dell'assunzione della beata Vergine Maria

Il dogma dell' Assunta è stato solennemente proclamato da Pio XII l'1/11/1950, con la Bolla "Munificentissimus Deus", nella quale il Pontefice definisce la traslazione gloriosa della Beata Vergine Maria, in corpo ed in anima dalla terra al cielo, per virtù divina, a differenza dell'Ascensione di Gesù, il quale salì al cielo per virtù propria.
Il Papa rileva il legame esistente tra l'esenzione dal peccato originale e l'esenzione dalla corruzione corporale, così che il dogma dell'Assunzione ci appare come logica conclusione di quello della Immacolata Concezione: anticipazione della Risurrezione finale.
La "Bolla" non esplicita le modalità del trapasso di Maria, bastando, all'essenza del mistero, il trasferimento della Vergine, in corpo ed anima, nella sede dei Beati.
MARIA ASSUNTA IN CIELO PREGA PER NOI
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roberto

lunedì 5 maggio 2008

Immacolata concezione di Maria

La domanda teologica che, attraverso i secoli, portò alla formulazione del dogma dell’Immacolata concezione della Madre di Dio è la seguente: se Maria è una creatura e se tutte le creature hanno bisogno della redenzione da parte del Cristo, non è forse vero che Maria nacque nel peccato, come tutti noi?
E se - viceversa - non peccò mai, non sembra forse evidente concludere che il Cristo fu il Redentore per tutti gli uomini, tranne che per Lei? [leggi tutto]
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silvio