venerdì 10 ottobre 2008

Pio XII

A cinquant’anni dalla morte del grande Papa Pio XII - il servo di Dio Eugenio Maria Giuseppe Pacelli - la verità sulla santità della sua figura emerge lentamente dalle paludi della calunnia.

Nella prima metà dei citatissimi e, in qualche aspetto, disgraziatissimi anni ’60, Rolf Hochhuth insinuò la celeberrima diffamazione circa le simpatie nazionalsocialiste del Pontefice.

L’ultimo chiarimento sull’autentica verità storica, in ordine di tempo, ce la offre Paolo Mieli (direttore del Corriere della Sera) che, come dovrebbe essere noto, non è un fervente cattolico ultra ortodosso.

Anche se le accuse di antisemitismo - addirittura - sono via via rispedite al mittente dalla scienza storiografica, l’iter per una probabile beatificazione di Pio XII procede ovviamente con estrema lentezza. Le calunnie appagano ma, alla lunga, danneggiano il calunniatore più del calunniato.

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silvio

martedì 7 ottobre 2008

Santa Maria delle Vittorie

La Battaglia di Lepanto rappresenta quasi un archetipo del combattimento cristiano. Del combattimento individuale: «La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti». (Ef 6, 12).

Ma anche secolare, carnale: «Lo interrogavano [a Giovanni Battista] anche alcuni soldati: “E noi che dobbiamo fare?”. Rispose: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe”». (Lc 3, 14). San Giovanni non dice di buttare la divisa secolare alle ortiche o di disertare.

Ναύπακτος - Naupaktos (alla lettera: costruisco le navi) - è il nome antico originale greco di Lepanto. Di conseguenza, in Oriente, Maria Ausiliatrice (Auxilium christianorum) è conosciuta come Panaghia naupaktiotissa (Tutta santa di Lepanto).

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silvio

lunedì 6 ottobre 2008

Nessun rimorso di coscienza? Ahi, ahi, ahi…

Il pietoso ed ennesimo caso di cattolicesimo adulto, creato stavolta dalla Roberta de Monticelli di turno, mi dà l’occasione di ritirare fuori il solito Magistero e tentare di palesare a cosa cavolo serve la coscienza umana e a cosa non serve.

La coscienza umana non serve a creare una legge morale e tantomeno “la” Legge morale.

Per questo c’è già il Decalogo, provvisorio in Mosè e compiuto in Gesù Cristo. Il resto è maldestra invenzione umana. [leggi tutto]

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silvio

domenica 5 ottobre 2008

Pensiero della Domenica - 59

A cura del sito “Vie dello Spirito


XXVII^ del Tempo Ordinario - 05/10/2008


"Darò la vigna in affitto ad altri contadini..."


Nella precedente parabola Gesù aveva opposto una classe del popolo ebreo, orgogliosa ed ostinata come i farisei, alla classe degli infimi e dei peccatori, pentiti e convertiti.

In questa parabola invece, e nella seguente, tutto il popolo eletto, che verrà riprovato, viene contrapposto ai pagani, che verranno accolti nel regno dei cieli.

L’insegnamento vale per ogni anima che respinge il divino invito alla salvezza, e dell’anima che, antecedentemente lontana da Dio, accoglie tale invito. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

sabato 4 ottobre 2008

Epistemica

Non sono del tutto d’accordo con Imre Toth, quando dice che «la filosofia non è mai stata e non sarà mai una scienza». (La filosofia e il suo luogo nello spazio della spiritualità occidentale, Bollati Boringhieri, p. 23). Subito dopo, infatti, aggiunge: «Tuttavia è un sapere […]». (ibidem). Qua c’è una contraddizione.

Per i medievali il sapere, la sapientia, era la contrazione di sapida scientia, ovvero di una scienza che porta con sé il sapore (sapidus = saporito, gustoso), il gusto della meraviglia e della bellezza verso il creato, verso la persona umana o angelica e verso Dio (persona divina). [leggi tutto]

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silvio

giovedì 2 ottobre 2008

L’eterna Opera di Dio

Oggi è il compleanno dell’Opus Dei: ottanta candeline.

Merita leggere, per l’occasione, la rigorosa inchiesta di Vittorio Messori, titolata appunto Opus Dei. Un’indagine (Mondadori).

Ma merita leggere, in merito, anche solo l’ultimo articolo del giornalista e scrittore. Me lo segnala (l’articolo ovviamente) Sebastiano Mallia, curatore del sito messoriano Et-et.

«Il tempo è il nostro tesoro, il "denaro" per comprare l'eternità(Solco, 882) San Josemaría Escrivá.

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silvio

mercoledì 1 ottobre 2008

Cammino di fede e approdo alla fede

A proposito del precedente articolo, chiarisco il termine “fede sofferta”.

Il cammino di fede è sempre sofferto. Gli stessi apostoli furono ripresi da Gesù, che si rivolse loro apostrofandoli «uomini di poca fede».

È, però, il cammino di fede ad essere sofferto, non la fede.

C’è infatti - o dovrebbe esserci - nella vita di tutti noi un tempo, nel quale irrompe lo Spirito Santo, «all'improvviso dal cielo», «come di vento che si abbatte gagliardo.» (Atti 2, 2) [leggi tutto]

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silvio