lunedì 15 febbraio 2010

Servono preti che non facciano i politici

"Servono preti che non facciano i politici" - Giovanni Cantoni intervistato da "Tempi"


Il Cardinale Bagnasco ha detto di sognare "una nuova generazione di politici cattolici". Che ne pensa il fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni? Alleanza Cattolica ha la stesse iniziali di Azione Cattolica, ma non proprio la stessa sensibilità in materia politica. Dal fondatore e reggente, Giovanni Cantoni, arriva il segnale che c'è un ordine da ristabilire fra i laici e la gerarchia ecclesiastica. "Mi sembra che il discorso del cardinale ne nasconda un altro - spiega Cantoni - cioè l'invito per i preti a fare il loro mestiere la domenica. È inutile prendersela con i cattolici che fanno politica, che per lo più è gente che non è stata formata dalla cultura cattolica. La domanda che dobbiamo farci è se l'elettore viene formato domenicalmente, se nell'ambito della Chiesa ha sentito parlare di gerarchia dei fini, di valori non negoziabili. Da una parte, il cardinale dice che servono politici, ma dall'altra mi permetto di dire che servono preti che non facciano i politici". "E i politici devono essere sicuri che non ci sia un monsignore che prende accordi alle loro spalle. Il politico che vuol fare il politico cosa fa? O manda a quel paese tutti, oppure fa il sindaco di un paese di provincia e diventa leghista". "In uno dei dialoghi di Santa Brigida con Gesù Lui dà un giudizio che, dice Antonio Maria Sicari che lo riferisce, è al limite del tollerabile: 'I preti mi sono diventati insopportabili', Non certo quando fanno i preti, ma quando non li fanno...". (Intervista raccolta da Mattia Ferraresi, "Tempi", 17 febbraio 2010)

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roberto

venerdì 12 febbraio 2010

Cantico di Girolamo Savonarola


Ben venga amore
(testo: Girolamo Savonarola, musica: Giovanni Animuccia)

Ben venga amore;

Io ti sento nel cuore.

Pensando la tua grazia
Di venir in me vile,
L'anima non si sazia
Di te, amor gentile;
Deh! fammi essere umile
Per tua gloria et onore.

Rinfresca a la mia mente
Li toi gran beneficii ,
Acciò ch' io sia fervente
In tutti i santi officii;
Deh! spegni li mei vicii
Col tuo lume et splendore.

Tu sei mio padre, e Dio,
Tu sei mio bon fratello,
Tu se' lo sposo mio,
Tu se' l'amor mio bello;
Tu sai che tu se' quello,
Ch'io chiamo a tutte l’ore.

A te onor e laude;
Altro non so me dire:
Per te l'anima gaude;
Tu se' mio dolce sire.
Non mi lassar morire
Senza te, dolce amore.
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silvio

lunedì 8 febbraio 2010

“Fuori i matti, dentro Basaglia”

Questo si leggeva spesso inciso sui muri di Trieste durante gli anni ’70, in piena rivoluzione antipsichiatrica.

La rivoluzione ebbe un decorso fatale, come certe patologie: centinaia di suicidi, solo a Trieste e provincia. I rivoluzionari giustificarono gli eventi con l’adagio stucchevole «ogni rivoluzione ha i suoi morti».

Insomma da trent’anni Trieste è sotto la dittatura delle teorie di Psichiatria Democratica, il movimento rosso e basagliano, che cura lo psicotico dicendo che la psicosi non esiste. Dice Basaglia: «La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla.» La follia, cioè, non va eliminata.

Basaglia non c’è più, ma i basagliani continuano a spadroneggiare indisturbati e a fare danni. Hanno congelato la psichiatria, chiuso i manicomi e rimpiazzato un bel nulla: il malato è abbandonato a sé stesso o a carico dei familiari, che si devono improvvisare psicoterapeuti.

Franco Basaglia è un intelligentone che comincia la propria rivolta ideologica contro la realtà, firmando il grottesco appello contro il commissario Calabresi. Giunto a Trieste fa man bassa del comprensorio manicomiale di San Giovanni. Lo chiude nel ’77. L’anno successivo diventa legge la sua proposta di riforma psichiatrica (legge 180).

Oggi i manicomi pubblici sono chiusi. Ci sono, invece, tanti piccoli manicomi casalinghi - manicomi fai da te - nei quali i parenti si dividono i ruoli dello psicologo, dello psichiatra, dello psicoterapeuta…

Segnalo un articolo, nel merito, di Marcello Veneziani.

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silvio

domenica 7 febbraio 2010

Pensiero della Domenica - 101

A cura del sito “Vie dello Spirito


V^ domenica del Tempo Ordinario


Sulla tua parola, Signore, getterò le reti


Anche questa domenica è chiamata del Tempo Ordinario. Siamo in attesa del 17 Febbraio, quando, con le ceneri, inizierà il Tempo di Quaresima (preparazione alla Pasqua).

Quanto è diverso lo stile di Dio da quello umano! Se una persona aspira ad ottenere un posto, una promozione, si comincia dalla presentazione di un curriculum con elenco dei vari titoli ed esami, poi da un colloquio preventivo, un periodo di prova, una assunzione a tempo determinato e forse ci si ferma lì. Determinanti poi, il più delle volte, le raccomandazioni! Tutte all’opposto le chiamate di Dio. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

venerdì 5 febbraio 2010

La ragione senza la fede rende ciechi (e anche ridicoli)

Il 70% della produzione di Isaac Newton era dedicata alla teologia e all’alchimia. Prendere nota.

Così ci informa Giorgio Israel, epistemologo, che cita lo stupore dell’economista Keynes: Newton fu l’«ultimo dei maghi», un «monoteista della scuola di Maimonide». Insomma, «Newton era un mistico». Prima che astronomo, fisico e matematico, aggiungo io.

Israel, in verità, replica all’ennesima stupidaggine di Veronesi, secondo il quale chi crede non può pensare e viceversa (come sosteneva Schopenhauer).

Poi c’è da ribadire un fatto. Dopo Platone ed Aristotele il non concepire l’esistenza di Dio (o delle realtà trascendenti) non è più un difetto di sentimento, o di fede, o di speranza. No: è un difetto di ragione. Il messaggio che ci arriva dalle profondità della filosofia è questo, né più né meno. Solo i ciechi negano l’evidenza.

Non sento però insistere su questo, fino all’esasperazione.

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silvio

giovedì 4 febbraio 2010

I movimenti per la vita in Piemonte scaricano l'UDC

Il giocattolo si è rotto

Non è un mistero per nessuno che il Movimento per la Vita italiano è da molti anni vicino all’UDC. Il suo presidente, Carlo Casini - omonimo ma non parente di Pier Ferdinando -, è un parlamentare europeo eletto nelle file dell’UDC.

In Piemonte i movimenti per la vita cattolici sono particolarmente forti.

Federvita Piemonte, la federazione dei Movimenti per la Vita e dei Centri di Aiuto alla Vita, comprende settanta associazioni diffuse su tutto il territorio, il cui peso si farà sentire alle elezioni. All’indomani dell’annuncio ufficiale dell’alleanza fra Bresso e UDC la Federvita piemontese, con un gesto senza precedenti, ha pubblicato un durissimo comunicato che di fatto liquida i rapporti con il partito di Pier Ferdinando Casini e che non potrà non avere ripercussioni nazionali. [leggi tutto]

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roberto

Catto-ebeti pro Bonino - 02

«Il giorno dell’Apocalisse vorrei tanto essere a Latina. Vorrei trovarmi vicino al responsabile della pastorale sanitaria che ha detto a Marianna Rizzini di considerare Emma Bonino “una candidata di mediazione, che sulla gestione di bilancio ispira fiducia”; al dirigente scout per il quale non c’è problema etico perché “la coalizione dà garanzie in questo senso”; alla focolarina “consapevole dell’integrità morale della Bonino”; all’ex presidente di un consultorio diocesano che definisce la candidata radicale “un nome di prestigio”… Non vorrei perdermi le loro facce quando Cristo dirà a ciascuno: “Sto per vomitarti dalla mia bocca” (Apocalisse di Giovanni 3, 16).»

Camillo Langone © Il Foglio

mercoledì 3 febbraio 2010

Catto-ebeti pro Bonino

Cerco allora di riprendere il filo dopo l’influenza, perché la carne è debole, lo spirito intiepidito e la navigazione perigliosa - visti anche i venti di burrasca e i naufragi di possenti vascelli.

La Chiesa. Più che mai alle sorti della Chiesa dovrebbe essere affidata la premura maggiore. L’influenza stagionale è tediosa, ma la metastasi tumorale che invade il Corpo mistico di Cristo va curata, possibilmente con qualche farmaco più efficace dell’aspirina.


È un bollettino di guerra, non esagero: «Il giornale del papa è al tappeto» dice Sandro Magister. Ma certo, parla dell’Osservatore Mondano.

Per la forza propria dell’evidenza non ce ne sarebbe bisogno, ma di tanto in tanto riporto autorevoli carotaggi in modo che la nostra navicella solchi sempre, ben carenata, acque veraci.

Anche nel caso dell’Osservatore Mondano battevamo già da tempo il chiodo del noto. Questo giornaletto, già gloria della Chiesa, è ora ridotto a brusio gossipparo, dopo la malaugurata gestione Vian.


E dall’esterno, che figura farà mai la Chiesa? Risponde Giosa Fat per Dagospia: «Sembra una battaglia per forti ideali ma, alla fine, appare sempre di più una lotta di poveri di spirito per ricchi mezzi.»

Per l’amor di Dio, poi, non perdetevi l’ultimo articolo di Pietrangelo Buttafuoco, che è un acquerello impressionista della realtà ecclesiale contemporanea. Da incorniciare e tramandare, assieme all’ennesima solitaria lotta contro i mulini a vento de Il Foglio che, sbigottito, constata il dilagare dei catto-ebeti pro Bonino.

Dilagare - chi legge intenda - “che torri e cinte alla ragion travolge” (di cui allo Shakespeare).

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silvio