martedì 4 ottobre 2011

Errori a briglia sciolta

Maurizio Maggiani
Per lo scrittore Maurizio Maggiani, Caino ha dovuto necessariamente uccidere Abele. Senza contraddittorio, su Avvenire.
È il vecchio errore che vuole Giuda Iscariota non colpevole, perché il suo destino era già scritto. Una sciocchezza, ovviamente, smentita da secoli di teologia - e Magistero - sul libero arbitrio.
Ma ad Avvenire esultano quando qualcuno dice che «Dio stesso sembra arrendersi all’ineluttabilità di quell’uccisione». Infatti c’è sicuramente qualcosa che sfugge a Dio!
O che dice che «Caino, il fondatore, deve uccidere Abele». Da notare bene il «deve». Tanto per fare un breve inciso, il Faraone avrebbe potuto tranquillamente lasciare liberi gli ebrei di partire dall'Egitto. Nessuno l'ha costretto. Non c'era nulla di scritto. Così anche Giuda era perfettamente libero nelle sue decisioni. Nessun fatalismo a monte. Questa è la dottrina degli Apostoli e dei santi Padri. Il resto sono favole.
Si comprende che il problema non è Maggiani. Il problema è Avvenire, che continua a diffondere errori senza nessun provvedimento canonico. Il problema è la Gerarchia sempre più inetta.

***
silvio

lunedì 3 ottobre 2011

“Uno sfregio a Padre Pio”

© ilfazioso.com
di Antonio Socci

«Sono milioni ogni anno i pellegrini che si recano a San Giovanni Rotondo. E negli ultimi tempi si trovano davanti a sorprese che lasciano sconcertati, nel nuovo edificio di Renzo Piano dove è stato portato il corpo di san Pio.
Per esempio i mosaici (che a me non piacciono) realizzati da Marko Rupnik proprio per il sepolcro del Padre. In tutto il ciclo delle raffigurazioni c’è una testata giornalistica italiana che viene mostrata e di conseguenza viene - per così dire - pubblicizzata.
Una sola: “l’Unità”. È davvero molto sorprendente perché nel mosaico si vede padre Pio che addirittura benedice una tizia che ha in mano appunto “l’organo del Partito comunista italiano”.
Il messaggio inequivocabile è quello di una benedizione alla stessa “Unità” e all’appartenenza comunista.» [leggi tutto]

© Libero

Luteranizzazione

Nikolaus Schneider
Sì, come dice Massimo Introvigne, il Papa è stato frainteso. Non ha riabilitato Lutero.
Ma il punto non è questo. L’ecumenismo così condotto non può che generare equivoci. Il pastore Nikolaus Schneider, presidente del Consiglio della Chiesa evangelica in Germania, è infatti entusiasta di Benedetto XVI: «Forse non ci sarà una riabilitazione formale [di Lutero, ndr], ma una riabilitazione di fatto della sua figura l'abbiamo sentita molto chiaramente dalla bocca del Papa». Schneider sarebbe stato ancora più felice se la Chiesa avesse pure cambiato il Magistero: «Sarebbe fantastico avere anche una rivalutazione della sua teologia».
A seguito, la solita penosa arrampicata sugli specchi. Al card. Kurt Koch l’incombenza di far quadrare il cerchio, di introdurre a forza un cubo dentro una cosa nata tonda: «Questa non è una strada a senso unico». Cioè: cari protestanti, non fate gli opportunisti; mi aspetto che anche voi rivediate il giudizio sulla Controriforma.
Anime candide! E davvero s’illudono che lo faranno? Se mai ci fosse bisogno di ulteriori conferme, l’unico progresso ecumenico visibile è la luteranizzazione della Chiesa. Della cattolicizzazione dei luterani non c’è traccia.
***
silvio