sabato 15 ottobre 2011

Ossimoro cattolico

Mario Fani e Giovanni Acquaderni

Certo, anche a me piacerebbe una formazione politica cattolica di centro, che magari nasca da azioni cattoliche e opere dei congressi pre-moderniste.
Ma l’opzione è, ovviamente, impraticabile: per l’assenza di azioni cattoliche e opere dei congressi unitarie. Ci sono, invero, due movimenti culturali cattolici, che potrebbero stare a fondamento di un progetto politico. Il primo è dichiaratamente progressista, fattualmente protestante e neomodernista di principio: è il noto gruppo Avvenire, Famiglia Cristiana, ecc…
Del secondo, non meno fecondo del primo, ci fregiamo di supportarne le gesta e affermiamo da tempo essere la vera primavera della Chiesa: gli apologisti d’ogni ordine e grado.
Ora, creare una chimera, un ossimoro, che riunisca i due gruppi è un’operazione di pura fantasia. Addirittura dopo l’evidente intenzione di aprire a sinistra.
Dio ce ne scampi.

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silvio

giovedì 13 ottobre 2011

No all’aborto


C’è la possibilità di firmare per un referendum abrogativo della legge 194/78 che, di fatto, ha legalizzato l’aborto.
Tutte le informazioni al sito no194.org.
Qua la locandina.

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silvio

martedì 11 ottobre 2011

“Se il «Papa» Mancuso mantiene la ragione e butta via la fede”

di Marcello Veneziani

Dove porta il libro di Vito Mancuso, Io e Dio. Una guida dei perplessi (Garzanti)? Non so se avvicina a Dio, ma certamente allontana dalla Chiesa, dalla religione e dalla tradizione. La chiave del testo, in cima alle classifiche librarie, è nella ricerca di Dio attraverso un percorso individuale, come suggerisce già il titolo. Una ricerca appassionata dell’intelligenza al servizio della fede che si conclude in un passaggio di testimone dalla Chiesa alla Coscienza e dalla religione all’etica.
L’antagonista di Mancuso non è il nichilismo dominante ma è la Chiesa, la sua autorità, la sua storia e la sua mediazione. [leggi tutto]

© Il Giornale

venerdì 7 ottobre 2011

In una parola Lepanto

Maria Regina del Santo Rosario
«Fratelli, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Prendete perciò l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno malvagio e restare in piedi dopo aver superato tutte le prove. State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace.
Tenete sempre in mano lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, cioè la parola di Dio. Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i santi […]». (Ef 6, 10-24)

Fide ferroque militamus, dicevano i crociati: combattiamo con la fede e con il ferro (la spada).
È da precisare, però, che la battaglia del singolo - dicasi del singolo (la società invece ha il dovere di difendersi con la forza) - «non è contro creature fatte di sangue e di carne». Appunto la battaglia di San Francesco d’Assisi.
Non lasciamo dunque spegnere questo spirito di combattimento - iter belli - che il cristiano è chiamato a incarnare, specialmente nella preghiera mariana del Santo Rosario.

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silvio

giovedì 6 ottobre 2011

Nuntio vobis gaudium magnum

Ebbene sì. A Trieste stanno per arrivare i frati Francescani dell’Immacolata (Congregatio Fratrum Franciscanorum Immaculatae).
La differenza con i Francescani minori, conventuali e cappuccini? Una più marcata “traccia mariana” e - sorpresa delle sorprese - un grande amore per la S. Messa in Rito tridentino.
Riusciranno i Nostri a portare a Trieste una messa domenicale in latino? Chissà. Preghiamo.
Intanto, rifatevi gli occhi.


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silvio

Ennesimo autogoal di Avvenire

Sulla fecondazione assistita, il problema è esclusivamente di fonti. Cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica? Che quella eterologa è «gravemente disonesta» (n. 2376) e che quella omologa, benché «praticata in seno alla coppia», rimane «moralmente inaccettabile», poiché dissocia «l’atto sessuale dall’atto procreatore» (n. 2377).
A ciò si aggiunga la parola del Santo Padre, Benedetto XVI, che il 10 maggio 2008, parlando ai partecipanti al Congresso Internazionale promosso dalla Pontificia Università Lateranense nel 40° anniversario dell’enciclica “Humanae Vitae”, ribadì un fermo “no” a qualsiasi forma di procreazione assistita, anche quando avvenga nell’ambito del matrimonio: «Nessuna tecnica meccanica - affermò con estrema chiarezza - può sostituire l’atto d’amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della creazione».
Allora, a quali fonti ha fatto riferimento il quotidiano della Cei, “Avvenire”, quando, nell’edizione del 27 settembre scorso, a pag. 16, ha esaltato - senza alcun filtro critico - il caso di una donna rimasta gravida dopo esser guarita da un tumore al seno, solo tramite tecniche di fecondazione assistita con produzione di embrioni in vitro? [leggi tutto]

© Cooperator Veritatis