sabato 21 novembre 2009

Il Risorgimento si sgretola

«Altro che Italia, signor Conte! Questa è Africa. I beduini, a riscontro con questi cafoni, sono un fior di virtù civili!»

Luigi Carlo Farini a Cavour, parlando di Napoli e dei napoletani


Adesso ci si mette anche Arrigo Petacco a dare fuoco alle polveri.

Non proprio di destra (viene dal socialismo), lo storico e giornalista presenta su Panorama (a.XLVII, n.47) le sue ultime e sudate carte: Il regno del nord. 1859: il sogno di Cavour, Mondadori.

Petacco dà l’ennesima bacchettata ai bacchettoni filo-risorgimentali: c’è il Risorgimento «ufficiale impastato nella retorica patriottarda che ne attribuisce il merito ai padri della patria».

Poi c’è il Risorgimento reale: «quello autentico, quello veritiero, ma prudentemente censurato, che fu realizzato fra contraddizioni insanabili e dispute infuocate persino sull’impiego della parola stessa, da un movimento elitario totalmente avulso dalle masse popolari». [leggi tutto]

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silvio

martedì 17 novembre 2009

“No, he can’t”

«Gli obamiani sostengono che è questione di tempo, il presidente americano vuole cambiare il mondo, ma il mondo lo frena, lo ostacola, lo soffoca, così è costretto a posticipare le scadenze. […] Tutti - […] soprattutto quelli che si erano innamorati e ora, piantati in asso, si leccano le ferite - registrano un fatto: Barack Obama è un presidente al ribasso.»

© Il Foglio


Nessuno se lo fila, insomma. Obama Hussein - l’unico presidente americano che si è vergognato del proprio nome e primo dell'era Disney - non combina nulla. La mediocrità del nostro tempo non poteva incarnarsi meglio.

È la tragedia di chi vuole piacere a tutti, di chi immette la morbidezza nella politica, di chi ha poche idee e molte retoriche certezze: la strategia dell’Occidente radical-illuminista, alla ricerca del proprio suicidio.

Altro che cambiamento. L’islam e il comunismo hanno trovato tanti idioti, utili e occidentali, votanti obamiani.

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silvio

lunedì 16 novembre 2009

Caduta del comunismo o gita al luna park?

«Ci sono celebrazioni molto convenzionali che non hanno tenuto conto del perché […] è caduto il Muro di Berlino: è perché il comunismo è morto nel cuore delle persone. È perché c’è stata una resistenza spirituale, portata avanti con grandissimo coraggio da Giovanni Paolo II.»

Padre Livio Fanzaga


Anche un certo don Wojciech Ulaczyk, che scrive ad Avvenire (dd. 14-11-09), parla di comunismo, Gulag, milioni di morti ammazzati.

Don Wojciech constata semplicemente che la maggior parte della pseudo-stampa e degli pseudo-media radical chic ha fatto schifo, come al solito: «Come non soffrire di fronte a una tv e ad alcuni giornali che, non solo non hanno approfondito un evento storico così importante, ma lo hanno ridotto a una manifestazione giocosa o addirittura a uno spettacolo?»

Abbiamo assistito, cioè, ad un giulivo ritrovo di smemorati, che guardavano cadere i mattoncini del domino… che teneri!

Il progressismo è ottuso e camaleontico: ha trasformato la caduta del comunismo, del quale fu responsabile o connivente, in una generica celebrazione sulla dannosità dei muri tra le persone.

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silvio

domenica 8 novembre 2009

Pensiero della Domenica - 93

A cura del sito “Vie dello Spirito


XXXII^ Domenica del Tempo ordinario


“Beati i poveri di spirito: perché di essi è il Regno dei cieli”


Il calendario liturgico con il ciclo B si esaurirà il prossimo 29 Novembre.

In questa penultima domenica del Tempo Ordinario, la Liturgia ci invita a riflettere sul significato del dono.

Al centro c’è la figura di una donna rimasta vedova e quindi in balia del più forte, senza difese, esposta ad ogni sopruso. Infatti nel mondo biblico, vedova era sinonimo di debolezza e fragilità.

L’evangelista Marco, con l’episodio della vedova, termina la narrazione degli episodi e dei discorsi pubblici di Gesù in questa ultima giornata di attività apostolica. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

giovedì 5 novembre 2009

Appello a Sua Santità

In vista dell’incontro tra Benedetto XVI e gli artisti (21 novembre), un gruppo di studiosi - tra i quali Sandro Magister - si appella al Papa «per il ritorno a un'arte sacra autenticamente cattolica».

Ovviamente si fa il punto sul collassamento dell’Arte sacra su produzioni brutte e proterve, ispirate alla banalizzante e decostruttiva arte contemporanea. Ne abbiamo parlato parecchio, in questa sede.

Tra l’altro l’Appello ricorda che «vediamo crescere di giorno in giorno edifici sacri spogliati del sacro e costruiti senza alcuna cognizione della liturgia». Quanto alla musica, «udiamo sempre più melodie e canti che, nella loro prosaicità, nulla hanno a che vedere ormai con la solenne tradizione della melopea Gregoriana».

Per chi volesse unirsi all’iniziativa, non ha che da sottoscrivere l’Appello.

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silvio

Il Sindaco di Trieste dalla parte della fede e della ragione

«Fintanto che rimarrò sindaco di Trieste nessun Crocefisso verrà rimosso da alcuna scuola comunale, tantomeno dagli uffici municipali».

Roberto Di Piazza


E insiste: «A casa nostra decidiamo noi cosa fare».

Spero che il Padre, alla fine dei giorni, ti accolga nella sua casa.

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silvio