martedì 15 maggio 2012

Sotto il bel sole della vita per dire no all’aborto. Chi ha visto dei visi torvi?


di Francesco Agnoli

La marcia su Roma, temuta dal consigliere romano del Pd Dario Nanni, non c’è stata. Nessun figuro con muso torvo, e simboli strani, ha assalito con spranghe neri che passavano di là per caso; neppure un bar è stato assalito, per la sete che a volte fa sragionare anche i più moderati. I duecento pullman messi a disposizione dal sindaco Alemanno, che forse Nanni temeva potessero essere usati come arieti, non sono mai esistiti neppure quelli. Se non nella realtà virtuale raccontata da Corriere e Repubblica, che preferiscono parlare di presunte spese pazze del sindaco Alemanno (buono, quando appoggia il Gay pride, deplorevole quando cammina con i pro life), che di argomenti seri su cui forse non hanno riflettuto abbastanza. [leggi tutto]

© Il Foglio

lunedì 14 maggio 2012

Messa in volgare, sì. Ma almeno sia tradotta bene

Uwe Michael Lang

Nel passaggio dal latino alle lingue moderne molte ricchezze dei testi originali sono andate perdute. In un libro, il liturgista più stimato dal papa fa l'inventario dei danni. E spiega come rimediare

di Sandro Magister

La discussione sui criteri per la traduzione dei testi latini del messale romano è più che mai vivace, dopo la lettera scritta da Benedetto XVI ai vescovi tedeschi e riprodotta integralmente in www.chiesa:

Ma in questi stessi giorni è uscito negli Stati Uniti un libro che accenderà ancor di più la discussione:

Il paese d'uscita del libro, gli Stati Uniti, è anche quello nel quale - dalla prima domenica di Avvento dello scorso anno - è entrata in uso una nuova traduzione in inglese del messale romano che risponde proprio ai criteri esposti da Benedetto XVI e magnificamente argomentati e documentati nel libro: criteri da cui la traduzione precedente era lontanissima. [leggi tutto]

© www.chiesa.espressonline.it

venerdì 11 maggio 2012

Intervista a Andrea Tornielli


di Silvio Brachetta

Più che saggi, il cronista e scrittore cattolico Andrea Tornielli, produce tomi di giornalismo d’inchiesta: quasi un nuovo genere letterario, almeno da quando Vittorio Messori fece scuola con il suo “Ipotesi su Gesù” (1976) e ridestò l’apologetica. Attività meritoria e tutt’altro che statica, quella di Tornielli, che è riuscito a pubblicare una cinquantina di libri. E sono scritti di puro contenuto: vite di papi, inchieste sui miracoli, su Gesù o sui luoghi di devozione mariana.
Lo abbiamo intervistato a proposito dell’opera in due volumi “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI.

Dott. Tornielli, Benedetto XVI si è avvalso, nella redazione dei libri su Gesù, anche del metodo storico-critico, che è un approccio al testo di tipo scientifico, mediante discipline filologiche o papirologiche. Quali sono i limiti e i meriti che il Papa riconosce a questa metodologia?

Per certi versi, questo metodo, è anche una conquista. Ricordiamoci dell’Enciclica “Divino afflante Spiritu” (1943) del Pontefice Pio XII, che apre al metodo storico-critico. Ma, allo stesso tempo, Benedetto XVI dice che non può bastare semplicemente questo approccio, perché c’è anche una conoscenza del mistero di Cristo e della figura di nostro Signore che passa attraverso un incontro reale con Lui, nella nostra vita. La cosa interessante del secondo libro, come anche del primo, è che si tratta di un’opera scritta da un innamorato. Per questo, allora, non è un lavoro esclusivamente scientifico - e, di certo, seriamente scientifico. Si può considerare, lo ripeto, un’opera scritta appunto da un innamorato. Quella che coinvolge l’amore è una conoscenza che va oltre il metodo scientifico.

In che modo le discipline filologiche o storiografiche possono offrire argomenti portanti alla storicità di Gesù Cristo?

Il metodo storico-critico è una metodologia di approccio al testo evangelico. I Vangeli, al di là del metodo che si è scelto di adottare, contengono tanti indizi importanti di storicità. Innanzi tutto, è da evidenziare che non si è trovato nemmeno un mezzo versetto del Vangelo che sia stato contraddetto da una qualche scoperta storica, archeologica o papirologica. Anzi, più ci si addentra nelle conoscenze offerte da queste scienze, che non sono propriamente attinenti all’esegesi [interpretazione del testo, ndr], maggiori sono le conferme al fatto che il racconto dei Vangeli è perfettamente calato nel proprio tempo. E, per tale motivo, il racconto è perfettamente coerente con quel tempo. Quindi, parallelamente al procedere della ricerca scientifica, si trovano più numerosi riscontri alla storicità dei Vangeli.

Qual è il capitolo o l’argomento che più l’ha interessata?

Le pagine che mi hanno maggiormente colpito sono nel capitolo sulla Resurrezione, dove il Papa parla della novità del risorgere dai morti: ovvero, di ciò che potremmo chiamare un grande big bang. Credo valga la pena di leggere i libri anche solo per questo capitolo.

E qual è la peculiarità dell’opera, di fronte ad altre importanti “vite di Gesù” di altri autori?

Non è una “vita di Gesù” del tipo, ad esempio, di quella dell’abate Giuseppe Ricciotti. È piuttosto un libro fatto da un sacerdote che vuole mostrare come il modo più ragionevole per presentare il Cristo della fede è indicare il Gesù della storia. Cioè le due figure coincidono. I libri sono stati scritti dal Papa per recuperare la frattura tra le due figure; frattura che in realtà non c’è. È questo il modo più ragionevole per leggere il Gesù della storia e il Cristo della fede.

© Vita Nuova

Cultura cristiana


di Stefano Fontana

Un’aula Venezian stracolma ha accolto lunedì scorso i relatori della tavola rotonda di presentazione del libro del Papa “Gesù di Nazaret”. Assieme a loro ha accolto Benedetto XVI e, soprattutto, Gesù di Nazaret.
La realizzazione dell’evento ha confermato quanto avevo previsto nell’editoriale di quindici giorni fa, ossia che, se capito nella sua profondità, si sarebbe trattato di un evento molto significativo o addirittura storico per la nostra città. Credo che quanti vi hanno partecipato, ma anche chi ne viene a conoscenza leggendo le due pagine che Vita Nuova vi dedica in questo numero, possano confermare questa impressione. [leggi tutto]

© Vita Nuova

L'intervento dell'Arcivescovo all'Università


di mons. Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste

Egregio Rettore Magnifico, Eccellenza reverendissima, signori Relatori, distinte Autorità, cari studenti e amici. Sono particolarmente lieto di prendere parte alla presentazione del secondo volume su Gesù di Nazaret. Ratzinger-Benedetto XVI nell’Università di Trieste, il cui riconosciuto prestigio avvalora la presente iniziativa, promossa anche in altre rinomate sedi accademiche. Un grazie particolare lo devo al Magnifico Rettore che, con premura e convinzione, si è personalmente coinvolto ed ha coinvolto l’Università tergestina, università che darà un autorevole contributo alla comune riflessione tramite una sua personalità di spicco, la prof.ssa Maria Cristina Benussi, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Dopo la vasta diffusione dei due libri del Santo Padre Benedetto XVI e superata la meraviglia per il fatto che un Papa li scrivesse alla stregua di quanto aveva fatto come docente universitario e teologo, con iniziative come questa di oggi di presentare il libro su Gesù in un contesto accademico, pare a me che sia giunto il momento di entrare maggiormente all’interno dei suoi contenuti con una lettura più approfondita e uno studio più sistematico. [leggi tutto]

© Vita Nuova

giovedì 10 maggio 2012

Dolan risponde a Obama: “Il matrimonio è tra uomo e donna”


A Radio Vaticana il cardinale arcivescovo di New York e presidente dei vescovi degli Stati Uniti rivendica il diritto di non tacere sulla questione delle unioni

“Il matrimonio è solo l'unione fra un uomo e una donna. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a parole o azioni che minerebbero questo istituto, pietra angolare della nostra società”.
Così il cardinale Timothy Dolan, presidente della Conferenza episcopale degli Usa e arcivescovo di New York, ha risposto alla posizione favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso annunciata ieri dal presidente statunitense Barack Obama.
Il presidente, ha precisato la Casa Bianca, ha parlato a titolo personale. Negli Stati Uniti, infatti, sono i singoli Stati a decidere sulla questione: in 31 Stati il matrimonio gay è illegale (il North Carolina ha votato a favore del divieto proprio ieri) mentre in 7 è possibile sposarsi tra persone dello stesso sesso.

“La Pav tradisce gli insegnamenti morali della Chiesa”


In una lettera alcuni membri della Pontificia Accademia per la Vita accusano i vertici del dicastero di non seguire la dottrina cattolica in materia di vita, sessualità e famiglie

di Andrés Beltramo Álvarez

È rivolta tra alcuni importanti membri della Pontificia Accademia per la Vita (PAV). Nel mirino sono finiti i vertici del dicastero della Santa Sede accusato di “tradimento sistematico” dei valori cristiani. Ma anche di collaborare con certi programmi che non seguono gli insegnamenti della Chiesa. Sono disposti a portare la loro protesta fino ai livelli più alti, perché, affermano si tratta di una “situazione di estrema gravità”. [leggi tutto]

© Vatican Insider

mercoledì 9 maggio 2012

Come si mangia


«L’idea che la celebrazione versus populum sia stata la celebrazione originaria, e soprattutto quella dell’Ultima Cena, non ha altro fondamento se non un’errata concezione di ciò che poteva essere un pasto, cristiano o meno, nell’antichità. In nessun pasto dell’inizio dell’era cristiana il presidente di un’assemblea di commensali stava di fronte agli altri partecipanti. Essi stavano tutti seduti, e distesi, sul lato convesso di una tavola a forma di sigma o a ferro di cavallo. Mai, dunque, nell’antichità cristiana, sarebbe potuta venire l’idea di mettersi versus populum per presiedere un pasto. Anzi, il carattere comunitario del pasto era messo in risalto proprio dalla disposizione contraria, cioè dal fatto che tutti i partecipanti si trovassero dallo stesso lato della tavola».
Louis Bouyer, Architettura e liturgia, p.38

Citato in Fides et forma di Francesco Colafemmina

Dal Laterano un’onorificenza per Hollande


Il capitolo di San Giovanni in Laterano assegna il titolo di protocanonico d’onore al nuovo presidente. Un rito che risale a Enrico IV. Ma il laico socialista l'accetterà?

di Antoine-Marie Izoard

Il Capitolo della Basilica di San Giovanni in Laterano ha firmato l'8 maggio una lettera indirizzata al nuovo presidente della Repubblica francese, il socialista François Hollande, per conferirgli solennemente il titolo di Protocanonico d'onore. Con ogni probabilità, però, il nuovo inquilino dell’Eliseo, profondamente intriso di laicité, non accetterà mai un’onorificenza così fortemente simbolica e carica di storia. [leggi tutto]

© Vatican Insider

martedì 8 maggio 2012

Scribi e farisei ipocriti


«Il padre Antonio disse: “Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno e, al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: - Tu sei pazzo!, a motivo della sua dissomiglianza da loro”».
Vita e detti dei Padri del deserto, Citta Nuova 1999, p.88

Perché i vescovi italiani si ostinano a tradurre “et in terra pax hominibus bonae voluntatis” con “e pace in terra agli uomini di buona volontà”, quando il vero significato è “e pace in terra agli uomini benvoluti [da Dio]”, ovvero “e pace in terra agli uomini che Egli [Dio] ama”?

Perché i vescovi italiani si ostinano a tradurre “qui pro vobis et pro multis effundetur” con “versato per voi e per tutti”, quando il vero significato è “che sarà versato per voi e per molti”, come vuole il Magistero ordinario e quello del Papa?

Perché mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata, dice santamente ai settimanali diocesani che «non bisogna temere di andare controcorrente» e che «ci vuole il coraggio di cambiare», se i suddetti settimanali sarebbero, secondo l’articolista di Avvenire, «da oltre un secolo autentici compagni di viaggio di chi abita i mille territori del Paese», nonché «fogli profetici che narrano, in un orizzonte di Infinito, le gioie e i dolori, le preoccupazioni e le speranze della comunità locale»?
Ma cambiare che - sepolcro imbiancato di Avvenire - se i giornali vanno bene così come sono?

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silvio

Koch: “Non si può strumentalizzare il Concilio”


Il cardinale incaricato dal Papa di curare i rapporti con le altre confessioni prende le distanze dai dissidenti austriaci

di Giacomo Galeazzi

Un tempo erano le tesi della rivista «Communio», ora sono le posizioni ufficiali della Santa Sede. Dunque, stop alle strumentalizzazioni del Concilio, perché il Vaticano II non può offrire alibi a chi si ribella all’autorità di Roma, ammonisce il cardinale Kurt Koch, l’uomo-ponte verso i «fratelli separati», il teologo e pastore al quale Benedetto XVI ha affidato i non facili rapporti con le altre confessioni. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Il Cardinale di Vienna e il consigliere parrocchiale omosessuale


di Josef Seifert
Fondatore dell’Accademia Internazionale di Filosofia del Principato del Liechtenstein
Membro della Pontificia Accademia per la Vita

Le riflessioni che seguono sono quelle di un cattolico austriaco che si duole per la decisione di un Cardinale della sua patria lontana, per il quale egli prova un grande rispetto e l’affetto di una amicizia di lunga data - anche se “inattiva” a causa della distanza geografica - che risale all’epoca in cui entrambi insegnavano all’Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia di Roma.

I fatto sono ben noti: il cardinale Cristoph von Schönborn, arcivescovo di Vienna e presidente della Conferenza Episcopale Austriaca, ha di recente annullato la decisione di un sacerdote polacco, parroco in un piccolo villaggio dell’Austria meridionale. Don Gerhard Swierzek si era opposto all’elezione nel consiglio parrocchiale di un uomo che pratica apertamente uno stile di vita omosessuale e ha perfino registrato pubblicamente la propria unione omosessuale e para-matrimoniale. Il cardinale, che inizialmente aveva dichiarato di appoggiare la decisione di Swierzek, ha invitato a pranzo, nel palazzo arcivescovile, il giovane (26 anni) Florian Stangl e il suo compagno. [leggi tutto]

© Corrispondenza Romana

lunedì 7 maggio 2012

Lefebvriani, in attesa del «sì» del Papa


Entro maggio la conclusione del percorso che dovrebbe riportare la Fraternità San Pio X nella piena comunione con Roma

di Andrea Tornielli

La risposta inviata in Vaticano il 17 aprile dal vescovo Bernard Fellay sarà esaminata nei prossimi giorni dai cardinali e vescovi nella «Feria Quarta» della Congregazione per la dottrina della fede, quindi la loro decisione sarà sottoposta a Benedetto XVI. Entro maggio si prevede la conclusione del percorso che dovrebbe riportare la Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Lefebvre, nella piena comunione con Roma, 24 anni dopo le consacrazioni illegittime che portarono alla rottura e alla scomunica dello stesso arcivescovo tradizionalista e dei quattro sacerdoti da lui ordinati vescovi senza il mandato del Papa. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Le carte perdute del Vaticano II


Mezzo secolo dopo, una grossa parte della documentazione del Concilio è ancora in attesa di essere riordinata e studiata. Alcuni documenti di rilievo sono andati persino smarriti. La denuncia choc di un archivista

di Sandro Magister

Come si sa, Benedetto XVI ha indetto uno speciale Anno della Fede che avrà inizio il prossimo 11 ottobre in coincidenza con un doppio anniversario: il cinquantesimo dell'apertura del Concilio Ecumenico Vaticano II e il ventesimo della promulgazione del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Né l'uno né l'altro dei due anniversari sono pacifici.
Il Catechismo ha sofferto e soffre di un diffuso rifiuto, anche tra l'episcopato e il clero.
Quanto al Concilio, la diatriba sulla sua interpretazione e recezione è tuttora vivace e ha persino dato origine a uno scisma: quello tra la Chiesa di Roma e i seguaci dell'arcivescovo Marcel Lefebvre. [leggi tutto]

© www.chiesa.espressonline.it

domenica 6 maggio 2012

Teodicea nel lager


«Stanno giocando un bel giochetto con noi, ma noi lo consentiamo, e la nostra vergogna rimarrà incancellabile per tutte le generazioni future».
Esther Hillesum, detta Etty (1914-1943)

Ho finito di leggere Lettere 1942-1943 di Etty Hillesum (Adelphi, 2001). Nella riflessione che ho riportato, il giochetto è la persecuzione dei nazionalsocialisti ai danni degli ebrei. Qua l’ebrea olandese Etty fa un’autocritica al suo popolo.
Per il resto, più diario che corrispondenza di una cronista non piagnucolosa. Terrore genuino ricamato con eleganza sul racconto del proprio sopravvivere al centro smistamento di Westerbork. Non ci sono ciminiere, ma fili spinati e sadismo. Le persone vengono colpite non a botte, ma rovinando loro la vita. Sei ad Amsterdam? Ti devi presentare al lager. Qua vivrai in povertà e in ansia. Sei al lager? Devi subito partire, anche con la febbre, su di un treno per bestiame. Gli spostamenti continui servono a rammentare di continuo ai prigionieri che il loro tempo dev’essere sempre da considerare a disposizione dei padroni.
È chiaro che l’obiettivo è la morte interiore, la disperazione del recluso. Il problema non è tanto passare le ore, avere paura della morte o paura di essere picchiati, ma non sapere nulla del proprio destino, già deciso da un altro e taciuto intenzionalmente.
Forse nelle Lettere manca un po’ più di ricerca sul senso di quanto è capitato. Sì, in privato s’intende che Etty preghi, aiutandosi pure con la Bibbia. Ma i riferimenti a Dio, nel testo epistolare, non sono moltissimi. Però la prosa è talmente perspicace, che il senso sublima spontaneamente nel senno di chi legge.

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silvio

venerdì 4 maggio 2012

In ristampa l’ampliato e rivisto “Manuale di dottrina sociale della Chiesa” di Mons. Girolamo Grillo


di Omar Ebrahime

Dopo il dibattito internazionale sulla Caritas in veritate (di cui l'Osservatorio ha dato ampio conto nell'ultimo Rapporto) monsignor Girolamo Grillo, Vescovo emerito di Civitavecchia-Tarquinia e per lunghi anni segretario del Comitato Permanente delle “Settimane Sociali dei Cattolici d'Italia”, dà alle stampe una nuova edizione, ampliata e rivista, di questo manuale ‘per storici, studiosi e studenti’ (come recita il sottotitolo) di Dottrina sociale della Chiesa. Si tratta, nel suo piccolo, di un lieto evento per tutti coloro che si occupano di promuovere la Dottrina sociale nel nostro Paese: raramente precisione documentale, preparazione dottrinale e fedeltà magisteriale riescono a trovarsi coerentemente insieme in opere di questo tipo. Vi riesce invece monsignor Grillo che fa precedere la nuova edizione da due prefazioni ‘di peso’: la prima, l'originale - qui riproposta - di monsignor Luigi Giussani (1922-2005) che coglie la novità della Dottrina sociale nella liberazione (per l'uomo moderno) di tutte quelle “menzogne che, promettendo il migliore dei mondi, costringono l'uomo nelle catene dell'ideologia e del preconcetto, sempre finendo nell'ingiustizia e nella violenza” (pag. 15), come il secolo appena trascorso ha drammaticamente testimoniato. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Card. Van Thuân

Toniolo ieri e oggi


di Stefano Fontana

Quando qualcuno viene fatto beato finisce che tutti rivendicano la sua paternità. Tutti lo celebrano, tutti vi si richiamano, tutti lo annoverano tra i propri modelli. Viene in mente il vecchio detto: appena nati son tutti belli, da sposi son tutti bravi, da morti son tutti buoni.
Da un certo punto di vista è un bene che un beato, e ancor di più un santo, siano guardati come esempi, infatti è proprio per questo che la Chiesa li proclama tali. Tutti dovrebbero cercare di riconoscersi in essi per trarne esempi di vita cristiana da imitare. Senza però piegarli ai nostri criteri, perché allora sarebbero i beati ad uniformarsi a noi. [leggi tutto]

© Vita Nuova

Mese di maggio mese del Rosario


di Fra Alessandro Calloni F.I.

Il mese di maggio, tradizionalmente, è il mese della Madonna delle grazie, il quale, arricchisce l’anno liturgico della fioritura di una devozione mariana sentita dal popolo di Dio e coltivata con frutti sempre consolanti per secoli e secoli lungo la storia della Chiesa.
Oggi, purtroppo, il minimalismo mariano, figlio illegittimo di una spiritualità disincarnata, razionalista e senza mistero, tende a declassare questa preghiera, ad un intimismo spiritualmente immaturo, che ha segnato la fine di tanti Rosari che prima si recitavano sia nelle famiglie che nelle chiese, sia da tanti gruppi ecclesiali che dai singoli cristiani, sia - e questa è follia - in molti seminari, dove la recita comunitaria del Rosario è, oramai, solo un ricordo lontano. [leggi tutto]

© Vita Nuova

giovedì 3 maggio 2012

Péguy, il vero progresso è nell’antiprogressismo


di Luca Doninelli

La storia della fortuna (precaria) e della sfortuna (molteplice) di Charles Péguy nel secolo che ci separa dalla sua morte - per l’esattezza, novantotto anni, essendo Péguy caduto in guerra, sulla Marna, nel 1914 - somiglia molto a un romanzo. Di esso fa parte anche il ritardo di ventun anni con cui l’Italia pubblica un saggio fondamentale sul grande poeta. Il saggio L’incontemporaneo, opera di uno dei più importanti e controversi pensatori viventi, Alain Finkielkraut, fu pubblicato infatti da Gallimard nel 1991 ed esce oggi da noi grazie all’editore Lindau (pagg. 160, euro 19).
Per ventun anni il binomio Péguy-Finkielkraut non è stato ritenuto degno di attenzione nel nostro Paese, forse perché Péguy (che da noi vanta, per fortuna, molti innamorati) era considerato autore per francesi, quindi «roba loro», o forse perché Finkielkraut, pur vantando il miglior curriculum studiorum che la Francia possa offrire, decise un giorno di non essere più un autore, diciamo così, allineato. E i non allineati sono sempre di difficile collocazione. [leggi tutto]

© Il Giornale

mercoledì 2 maggio 2012

Errori postconciliari

Card. Alfredo Ottaviani

In essa è indicata una lista di errori e fraintendimenti sui documenti dell’ultimo Concilio.
I più gravi hanno fatto scuola:
«Per quanto riguarda la dottrina della fede, viene affermato che le formule dogmatiche sono soggette all’evoluzione storica al punto che anche lo stesso loro significato oggettivo è suscettibile di mutazione».
«Il Magistero ordinario della Chiesa, particolarmente quello del Romano Pontefice, è talvolta così negletto e sminuito, fino a venir relegato quasi nella sfera delle libere opinioni».
«Alcuni quasi non riconoscono una verità oggettiva assoluta, stabile ed immutabile, e tutto sottopongono ad un certo relativismo, col pretesto che ogni verità segue necessariamente il ritmo evolutivo della coscienza e della storia».
«[…] Serpeggia un certo umanesimo cristologico che riduce Cristo alla condizione di un semplice uomo, il quale un po’ per volta acquistò la consapevolezza della sua filiazione divina. […]»
«Alcuni vorrebbero spiegare il Sacramento della Penitenza come un mezzo di riconciliazione con la Chiesa, non esprimendo sufficientemente il concetto di riconciliazione con Dio offeso. […]»
«[…] Non pochi, infatti, osano rigettare il criterio oggettivo di moralità; altri non ammettono la legge naturale […]»
«[…] non mancano alcuni i quali, interpretando a modo proprio il Decreto conciliare, propugnano un’azione ecumenica tale da offendere la verità circa l'unità della fede e della Chiesa […]»

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silvio

lunedì 30 aprile 2012

“Per molti” o “per tutti”?


di Gianni Valente

Una volta tanto, Benedetto XVI ha voluto parlare in tedesco affinché il messaggio arrivasse chiaro e distinto a tutti, italiani compresi. La lettera firmata il 14 aprile scorso per i vescovi suoi connazionali affronta in maniera articolata la vicenda delle formule post-conciliari di consacrazione del vino durante le celebrazioni eucaristiche. Un intervento deciso per ribadire le indicazioni già espresse in merito dalla Sede Apostolica all’inizio del pontificato ratzingeriano, che finora avevano trovato scarsa ricezione da parte di episcopati - come quello italiano - solitamente solleciti nell’allinearsi ai suggerimenti pastorali e liturgici inviati da Oltretevere. [leggi tutto]

© Vatican Insider

Beatificazione


«Un saluto speciale rivolgo ai pellegrini riuniti nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove stamani è stato proclamato Beato Giuseppe Toniolo. Vissuto tra il XIX e il XX secolo, fu sposo e padre di sette figli, professore universitario ed educatore dei giovani, economista e sociologo, appassionato servitore della comunione nella Chiesa. Attuò gli insegnamenti dell’Enciclica Rerum novarum del Papa Leone XIII; promosse l’Azione Cattolica, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, le Settimane Sociali dei cattolici italiani e un Istituto di diritto internazionale della pace».

A proposito della beatificazione di Giuseppe Toniolo, il sito Totus Tuus offre alcuni testi sulla dottrina sociale del beato, nonché la biografia.
Per il download dei libri occorre la registrazione al sito.

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silvio

domenica 29 aprile 2012

Sei antìstrofe

Non voglio abitare
una casa in primavera.
Voglio abitare la primavera.

Non desidero viaggiare
per un paese lontano.
Preferisco andare lontano
dentro le vecchie mura
del mio paese.

Non amo arrossire
come le rose.
Amo invece il blu della notte
e il verde spumoso del mare.

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silvio

venerdì 27 aprile 2012

Stella Maris a favore della gente di mare


di Silvio Brachetta

«Passiamo dall’altra parte» (Mc 4, 35) dice «Gesù sulla sponda del mare, mentre cammina sulla riva e guarda davanti a sé». Dice questo poiché, nella Bibbia, «il mare simboleggia spesso tutto ciò che è pesantezza, asprezza, impraticabilità del percorso che gli uomini sono impiegati a fare e ad affrontare. La storia umana è come sbarrata e recinta da questo mare». Così il nostro Arcivescovo mons. Giampaolo Crepaldi ha introdotto il proprio intervento durante la tavola rotonda su “Chiesa, gente di mare, welfare a Trieste” del 21 aprile scorso, presso l’auditorium del Molo IV. L’incontro è nato da una collaborazione tra l’Associazione Stella Maris di Trieste, il Comitato territoriale per il welfare della gente di mare, l’Apostolato del mare italiano e la Federazione nazionale Stella Maris. La costituenda Associazione, in particolare, intende provvedere all’«urgenza pastorale del Vescovo» - come lo stesso mons. Crepaldi ha dichiarato - «di un apostolato diocesano specifico per coloro che lavorano in ambito marittimo e portuale». [leggi tutto]

© Vita Nuova

Sentinelle del mattino per l'evangelizzazione


di Silvio Brachetta

Ci sono alcuni sacerdoti che sanno trarre dal tesoro della vita cose nuove e cose antiche, come il padrone di casa del Vangelo secondo Matteo (13, 52). Non sembrano badare alla modernità, se devono utilizzare i mezzi di comunicazione e continuano ad abitare il presente, quando attingono agli splendori del passato. Uno di questi è don Andrea Brugnoli, della diocesi di Verona, fondatore delle Sentinelle del mattino: da quasi tre lustri, assieme a giovani e meno giovani, ha escogitato un nuovo modo di evangelizzare. Lo abbiamo contattato per saperne di più. [leggi tutto]

© Vita Nuova

giovedì 26 aprile 2012

Chi ci guadagna dai guai di Cielle


di Paolo Rodari

Alcuni lo chiamano “effetto Formigoni”. Mentre per altri i problemi del presidente lombardo “sono solo una coincidenza”. Sta di fatto che in Vaticano non sembra più essere l’ora dei ciellini. Amati e protetti da Giovanni Paolo II che arrivò a dire: “Il mio modo di vedere le cose è simile al vostro, anzi è lo stesso”, stimati dal cardinale Joseph Ratzinger che a Roma amava conversare con Angelo Scola e Hans Urs von Balthasar di teologia e che appena eletto al soglio di Pietro volle accanto a sé quattro laiche consacrate appartenenti a Cl per prestare i servizi nel proprio appartamento, oggi non sono più così centrali nello scacchiere ecclesiale. [leggi tutto]

© Il Foglio

martedì 24 aprile 2012

Francescano vero


«La verità genera odio; per questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio delle persone mondane, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità dei mondani, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo».
Sant’Antonio di Padova, Sermoni

Troppo conosciuto per i miracoli e troppo poco per la dottrina fu il portoghese Fernando Martim de Bulhões y Taveira de Azevedo, alias Antonio di Padova, Dottore della Chiesa.
San Francesco lo destinò allo studio della teologia e fu conosciuto, per l’efficacia della sua predicazione, come malleus haereticorum, cioè “martello degli eretici”.
Schietto, assiduo al confessionale, Sant’Antonio non le mandava a dire:

«Razza maledetta, sono cresciuti forti e innumerevoli sulla terra, e hanno denti di leone. L'usuraio non rispetta né il Signore, né gli uomini; ha i denti sempre in moto, intento a rapinare, maciullare e inghiottire i beni dei poveri, degli orfani e delle vedove… E guarda che mani osano fare elemosina, mani grondanti del sangue dei poveri. Vi sono usurai che esercitano la loro professione di nascosto; altri apertamente, ma non in grande stile, onde sembrare misericordiosi; altri, infine, perfidi, disperati, lo sono apertissimamente e fanno il loro mestiere alla luce del sole».

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silvio

Lo sviluppo alla luce della Caritas in Veritate


Una raccolta di saggi per rinnovare e alimentare lo sviluppo integrale delle persone

di Fabio Trevisan

ROMA, sabato, 21 aprile 2012 (ZENIT.org) - Il libro “Ripensare lo sviluppo. Sfide e prospettive dalla Caritas in veritate”, (Vita e Pensiero, Milano 2011) si colloca nell’orizzonte dello sviluppo umano integrale che, sottolineato precedentemente da Paolo VI nella Populorum Progressio, ha avuto un’acuta e lungimirante ripresa nella Caritas in veritate.
Il volume raccoglie una serie di saggi stimolanti per ripensare lo sviluppo alla luce dell’Enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate e merita una lettura approfondita per cogliere, come nell’intento degli Autori, le sfide e prospettive del Magistero della Chiesa.
Nell’Introduzione al libro i Curatori “hanno guardato al di là degli aspetti esclusivamente tecnici, nella convinzione che le cause del sottosviluppo non siano primariamente di ordine materiale e che il mondo soffra anche - e forse soprattutto - per ‘mancanza di pensiero’, come oltre quarant’anni fa già aveva intuito Paolo VI nella Populorum Progressio”. [leggi tutto]

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roberto

lunedì 23 aprile 2012

Se alla Santa Messa si canta Ligabue

Piermario Morosini

di Antonio Socci

Ma i vescovi e i preti credono ancora alla vita eterna? Spero di sì, ma dovrebbero farcelo capire. Specie nei funerali, in particolare quelli di personaggi famosi.
Ho letto, per esempio, le cronache sul rito funebre del giovane calciatore Piermario Morosini che pure “Avvenire” ha messo in prima pagina con una grande foto notizia e questo titolo: “L’ultimo gol di Morosini. Folla ed emozione ai funerali a Bergamo”. Un altro sommario del giornale dei vescovi diceva: “Lacrime, canzoni e applausi. Commovente il ricordo del suo parroco”. [leggi tutto]

© Lo Straniero