 |
| Prete obbediente |
Un gentile lettore c’invia un commento a proposito dell’articolo
precedente. Lo prendo a spunto per una riflessione.
“Vietata l'ammissione in seminario a chi ha tendenze
omosessuali”? Ma che significa? Perché uno che va in seminario si dichiara
apertamente? Non capisco. Ma, poi, visto che come dice l'articolo la cosa
fondamentale non è tanto la tendenza, se omo o etero, ma l'osservanza della
castità, mi pare che la questione si sia spostata. Insomma, non mando mio
figlio in parrocchia perché temo che il parroco sia gay e non mando mia figlia
perché temo che gli piacciano le Lolite? Ma che ragionamenti sono? Mando i miei
figli in parrocchia perché penso e ho fiducia che il parroco sia una persona
degna come sacerdote e come uomo. Quello che è la sua sensibilità interiore non
impedisce che sia una persona morale sana e retta.
Anonimo
No, veramente la cosa fondamentale è che un futuro prete
abbia bene a conoscenza cosa sia la legge naturale e la Rivelazione. Il problema,
anzi, è la castità solo secondariamente, perché in fondo per i peccatori c’è il
confessionale.
L’articolo si concentra invece sull’omoeresia, cioè tratta di qualcosa di infinitamente più grave del
peccato mortale o carnale. Quel qualcosa di più grave è il peccato contro lo
Spirito Santo che è, sostanzialmente, un peccato contro la verità. Cioè si “impugna
la verità rivelata”. Questo, ripeto, è infinitamente peggiore di un peccato
mortale secondo natura o contro natura (del quale ci si può confessare e venire assolti). La verità è espressa
nelle Scritture, nel Magistero, nel Catechismo o nei pronunciamenti dei
pontefici. E la verità è appunto quella di cui parla don Oko: i sacerdoti «hanno cominciato a sostenere l’idea che esistono due
orientamenti sessuali equivalenti: eterosessuale ed omosessuale».
Un prete deve invece sapere e, soprattutto, insegnare che non sono equivalenti
affatto.
Per saperlo bisogna studiare, ma non solo. È necessario
anche aderire con la ragione e con la volontà a quello che si è studiato. Altrimenti
si cambia mestiere. Se io non fossi d’accordo, ad esempio, con la medicina
occidentale, farei solo un male ai pazienti se diventassi medico.
Il problema è dunque molto semplice: c’è un Magistero e va
seguito. Prima durante e dopo l’ultimo Concilio. Punto. Pensi di avere la
vocazione e non sei d’accordo? La vocazione, con tutta evidenza, è falsa e
quindi non farai il prete.
Silvio