lunedì 24 dicembre 2012

Un'agenda poco rassicurante



di Stefano Fontana

Non si è ancora potuto leggere il manifesto di Monti dal titolo “Cambiare l’Italia e riformare l’Europa” preannunciato ieri dal Presidente del Consiglio dimissionario ma che, nel momento in cui scriviamo, non è ancora in rete. In attesa dei contenuti, è però possibile dire qualcosa sul piano politico del progetto del Professore illustrato ieri alla conferenza stampa di fine legislatura. Dalle varie risposte alle numerose domande, molte delle quali in perfetto politichese, qualche pezzo del mosaico lo si può comporre, completandolo poi con qualche interpretazione laddove Monti è stato volutamente lacunoso e reticente. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

domenica 23 dicembre 2012

L’esperienza e la dottrina della beata Elisabetta della Trinità



di Silvio Brachetta

Al secolo Élisabeth Catez, la beata carmelitana francese Élisabeth de la Trinité - Elisabetta della Trinità (1880-1906) - fino all’età di sette anni «aveva frequenti eccessi di collera e scatti d’ira». Non solo, ma «era intransigente senza lasciare possibilità di replica» e «a volte sbatteva la porta, poi la calciava e la percuoteva con i pugni». Addirittura, «urlando e facendo scenate, voleva ottenere a tutti i costi la realizzazione dei suoi desideri». [leggi tutto]

© Il Corriere del Sud

venerdì 21 dicembre 2012

Carteggio sull’omosessualità dei preti

Prete obbediente

Un gentile lettore c’invia un commento a proposito dell’articolo precedente. Lo prendo a spunto per una riflessione.

“Vietata l'ammissione in seminario a chi ha tendenze omosessuali”? Ma che significa? Perché uno che va in seminario si dichiara apertamente? Non capisco. Ma, poi, visto che come dice l'articolo la cosa fondamentale non è tanto la tendenza, se omo o etero, ma l'osservanza della castità, mi pare che la questione si sia spostata. Insomma, non mando mio figlio in parrocchia perché temo che il parroco sia gay e non mando mia figlia perché temo che gli piacciano le Lolite? Ma che ragionamenti sono? Mando i miei figli in parrocchia perché penso e ho fiducia che il parroco sia una persona degna come sacerdote e come uomo. Quello che è la sua sensibilità interiore non impedisce che sia una persona morale sana e retta.
Anonimo

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No, veramente la cosa fondamentale è che un futuro prete abbia bene a conoscenza cosa sia la legge naturale e la Rivelazione. Il problema, anzi, è la castità solo secondariamente, perché in fondo per i peccatori c’è il confessionale.
L’articolo si concentra invece sull’omoeresia, cioè tratta di qualcosa di infinitamente più grave del peccato mortale o carnale. Quel qualcosa di più grave è il peccato contro lo Spirito Santo che è, sostanzialmente, un peccato contro la verità. Cioè si “impugna la verità rivelata”. Questo, ripeto, è infinitamente peggiore di un peccato mortale secondo natura o contro natura (del quale ci si può confessare e venire assolti). La verità è espressa nelle Scritture, nel Magistero, nel Catechismo o nei pronunciamenti dei pontefici. E la verità è appunto quella di cui parla don Oko: i sacerdoti «hanno cominciato a sostenere l’idea che esistono due orientamenti sessuali equivalenti: eterosessuale ed omosessuale». Un prete deve invece sapere e, soprattutto, insegnare che non sono equivalenti affatto.
Per saperlo bisogna studiare, ma non solo. È necessario anche aderire con la ragione e con la volontà a quello che si è studiato. Altrimenti si cambia mestiere. Se io non fossi d’accordo, ad esempio, con la medicina occidentale, farei solo un male ai pazienti se diventassi medico.
Il problema è dunque molto semplice: c’è un Magistero e va seguito. Prima durante e dopo l’ultimo Concilio. Punto. Pensi di avere la vocazione e non sei d’accordo? La vocazione, con tutta evidenza, è falsa e quindi non farai il prete.
Silvio

«Una lobby gay condiziona la Chiesa»


di Roberto Marchesini

La Chiesa è infiltrata pesantemente da una potente lobby gay, che decide nomine e promozioni attraverso un meccanismo di ricatti e omertà. È questa la tesi sostenuta da don Dariusz Oko in un articolo pubblicato originariamente sulla rivista polacca “Fronda” (n. 63, pp. 128-160) e successivamente sulla rivista teologica tedesca “Theologisches”, suscitando molto rumore in tutt'Europa.
Roberto Marchesini ha intervistato don Oko in esclusiva per La Nuova Bussola Quotidiana. [leggi tutto]

mercoledì 19 dicembre 2012

Il paradosso della grotta


di Fabio Trevisan

A Natale si contempla il paradosso della grotta, ovvero di un Dio Signore dei Cieli  e della Terra che si è fatto Uomo piccolo, nascosto e protetto nel grembo santissimo di Maria, senza guardie del corpo né sontuosi troni regali. Il pagliericcio pregno di umori animali fa da cuscino al suo capo sotto lo sguardo tenero e apprensivo di San Giuseppe: così indifeso, così incapace se non di piangere, è un Dio che si affida alle cure terrene dell’uomo come un qualsiasi bambino. Come ricorda suggestivamente Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) nel saggio Uomo eterno, il bambino Gesù riassume lo scherzo paradossale di un Dio le cui mani che avevano fatto il sole e le stelle erano troppo piccole per arrivare alle grosse teste degli animali (il bue e l’asinello nell’iconografia ideale del presepe). Come è potuto accadere questo? Come questo mistero incarnato sia potuto passare attraverso un mirabile e santo Fiat di una Sua creatura? [leggi tutto]

Il Nuovo Realismo? È troppo forte col pensiero debole

Maurizio Ferraris

È polemica sulla filosofia che ha conquistato l'intellighentia e infierisce su Vattimo e i "relativisti". Occupando le terze pagine

di Laura Cervellione

«Questo non deve essere un dibattito sul nuovo realismo». E invece è stato un dibattito sul nuovo realismo. Le avvisaglie c'erano, l'incontro odorava di regolamento di conti già dal titolo: Filosofie da prima pagina.
Il nuovo realismo e altre fascinazioni. Oltretutto c'era anche la smoking gun, un numero della rivista ParadoXa, uscito quest'estate, interamente dedicato al New Realism. Polemica assicurata, vista l'impietosa diagnosi in copertina, copyright Shakespeare: Molto rumore per nulla. Nella giornata di studi ospitata lunedì scorso dal quartier generale della Fondazione Nova Spes a Roma in piazza Adriana, ufficialmente si doveva discutere delle liaison tra filosofia e stampa. [leggi tutto]

© Il Giornale

martedì 18 dicembre 2012

Mauro Ronco - Alleanza Cattolica - Infanzia di Gesù, Benedetto XVI

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Ecco la ricetta degli inglesi: “L’Italia esca dall’euro, è il suo unico problema”


L’Italia è più ricca della Germania in termini pro capite, con circa 9.000 miliardi di euro di ricchezza privata...

C’è un giornale, in Europa, che canta fuori dal coro nell’accogliere la notizia di un ritorno di Silvio Berlusconi nel ruolo di candidato premier. La linea diffusa è quella, ad esempio, dell’Economist, che riprendendo il ritornello del musical “Mamma mia” titola “Mamma mia, here we go again” (“mamma mia ci siamo di nuovo”) con sotto la faccia sorridente di Silvio Berlusconi. Chi esce dal coro è un altro giornale inglese, The telegraph. Lo fa sostendendo, come da tempo fa Berlusconi, che il vero problema dell’Italia e della sua economia sia l’euro. [leggi tutto]

© Libero

Sfida al nichilismo che colonizza la natura umana


di Stefano Fontana

È in libreria il Quarto Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân di Trieste pubblicato dalle Edizioni Cantagalli. Per il quarto anno consecutivo l’Osservatorio, in collaborazione con altri cinque Centri di ricerca, fa il punto sulla Dottrina sociale della Chiesa nei cinque continenti, segnalando i fatti nuovi, le sfide emergenti, gli insegnamenti del magistero più importanti. L’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi, Vescovo di Trieste, è il Presidente dell’Osservatorio e quindi principale responsabile del progetto del Rapporto. A lui abbiamo rivolto qualche domanda sulle “novità” di quest’anno. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

Sull’asino e sul bue


di Maurizio Blondet

Ecco l’ultima, estrema eco di quel clima psicologico, di quell’etat d’esprit che pervase il CVII: togliere dalla testa dei bambini di 5-6 anni le «favole» sul presepe con i Magi, la stella, il bue e l'asino. Un cattolicesimo sempre più disadorno, infinitamente teso a liberarsi dalle sue «concrezioni» bimillenarie, fino a rendersi insignificante. Grazie a Dio, San Francesco ignorava Bultmann. [leggi tutto]

© Effedieffe

Dio del cielo, salva l’Ausonia!

lunedì 17 dicembre 2012

L’indegnità italiana


di Piero Ostellino

Al direttore – La Merkel e gli altri “europeisti immaginari” – che, al riparo dell’Ue, fanno spudoratamente gli interessi nazionali dei propri paesi – avrebbero mai detto ai francesi, come stanno facendo con gli italiani, chi devono scegliersi come capo del governo?
E, se lo avessero fatto, i potentati economici e finanziari, i media, la gente comune di Francia sosterrebbero ancora il personaggio che si vuole loro imporre come fanno quelli italiani? A questo punto, capisco perché l’interessato non sappia decidersi. Deve ancora capire a chi consegnarsi, e consegnare l’Italia – in Europa, a coloro che contano di liquidarla politicamente, economicamente e commercialmente; da noi, a coloro che ne controllano economia, finanza e media – per essere “(ri)chiamato” al governo, o “nominato” a un qualche altro posto. Che, poi, vorrebbe dire fare gli interessi di tutti questi sepolcri imbiancati contro le libertà individuali e i diritti soggettivi degli italiani comuni che lavorano e pagano le tasse. [leggi tutto]

© Il Foglio

domenica 16 dicembre 2012

Coraggio compagni, difendete il Papa

Paolo Sorbi

di Antonio Socci

Ma dove sono finiti i cosiddetti “marxisti ratzingeriani” che dal manifesto dell’ottobre 2011, al libro “Emergenza antropologica”, alle recentissime interviste, hanno abbracciato i cosiddetti “valori non negoziabili” proclamati dalla Chiesa?
Avevano affermato che Pd e sinistra erano i migliori interlocutori per varare un nuovo umanesimo condiviso fra cattolici e laici e invece proprio da quell’area in queste ore arriva il “linciaggio” morale di Benedetto XVI “reo” di aver ribadito quei valori nel suo Messaggio della giornata della pace.
A quanto pare nessuno, nella sinistra, ha lo stesso coraggio intellettuale di Alexander Langer, che il 7 maggio 1987, quando era leader carismatico degli ecologisti europei, proprio sui temi di bioetica pubblicò sul “Manifesto” un intervento intitolato “Cara Rossanda, e se Ratzinger avesse qualche ragione?” [leggi tutto]

© Lo Straniero

Una questione seria


di Inos Biffi

La questione perennemente seria e in fondo unicamente importante per la Chiesa è quella della singolarità di Gesù di Nazaret, ossia della sua divinità. Come la confessione di Cristo Figlio di Dio fu il traguardo e il vertice della fede dell’apostolo Pietro, e su tale fede venne fondata la Chiesa, così essa resterà sempre la sostanza e il criterio distintivo dell’essere cristiano.
Certamente Gesù è vero uomo, in tutto simile a noi, a eccezione del peccato. Egli possiede integralmente la natura umana, ma è la natura umana assunta da Colui che è per-sonalmente Figlio di Dio. La sua divinità non assorbe la sua umanità, non la riduce a labile apparenza. D’altronde, ciò che incominciò a sorprendere a Nazaret non è che egli fosse il figlio del carpentiere, così come non suscitava stupore che avesse «fratelli» e «sorelle» (Matteo, 13, 55). [leggi tutto]

© L’Osservatore Romano, cristianocattolico.it

venerdì 14 dicembre 2012

Conferenza di Mauro Magatti


di Silvio Brachetta

Emerge sempre più chiaramente, in ambito cattolico ma non solo, il vincolo profondo che lega la crisi economica contemporanea a una più subdola crisi morale diffusa un po’ ovunque, ma radicata specialmente in Italia. Mauro Magatti, saggista e sociologo presso l’Università Cattolica di Milano, durante un recente dibattito a Trieste (11 dicembre) presso l’Hotel Savoia Palace, ha riscontrato «una sorta di tumore in questo Paese», originato dal cattivo uso della libertà. In particolare, un uso «adolescenziale» della libertà, tutta volta al «soggettivismo» egoista, avrebbe sfibrato la capacità d’iniziativa degli italiani compromettendo, durante gli ultimi decenni, anche le relazioni affettive e comunicative familiari e sociali. [leggi tutto]

© Vita Nuova

Quel gran ballo al Kremlino in cui nacquero i radical chic

Curzio Malaparte

Il capolavoro incompiuto di Curzio Malaparte racconta la Mosca governata dai primi seguaci di Lenin: un'aristocrazia comunista snob e viziata

di Alessandro Gnocchi

Era tutto scritto ne Il ballo al Kremlino, il romanzo incompiuto (e postumo) di Curzio Malaparte; un libro dalla storia travagliata giunta ora a un punto fermo grazie all'edizione Adelphi (pagg. 418, euro 22) curata con impegno filologico da Raffaella Rodondi.
Protagonista de Il ballo al Kremlino, scrive l'autore stesso, è «un corpo sociale: e cioè quell'aristocrazia comunista che aveva preso il posto dell'aristocrazia russa dell'antico regime, e somigliava, per molti aspetti, a quella nobiltà rivoluzionaria, sorta dalla rivoluzione francese, che al tempo del direttorio circondava Barras». Malaparte ritrae la cerchia dei rivoluzionari della prima ora, legata a Lenin: figure ormai lontane, sepolte (in senso letterale) dallo stalinismo. A lui, frequentatore della Russia nel 1929, note di persona. Ma famigliari anche per noi. Come non riconoscere in queste pagine l'archetipo della sinistra tendenza radical chic?. [leggi tutto]

© Il Giornale

Come fare e disfare un vescovo secondo il rito cinese

Thaddeus Ma Daqin

di Sandro Magister

Da quando, il 7 luglio, il neoconsacrato vescovo ausiliare di Shanghai, Thaddeus Ma Daqin, si è dimesso in segno di fedeltà al papa dall’Associazione Cattolica Patriottica Cinese, l’organismo preposto al controllo della Chiesa da parte dello Stato, le autorità cinesi non gliel’hanno perdonata. Da allora egli è praticamente agli arresti nel seminario di Sheshan, impossibilitato ad esercitare il ministero.
Ma nei giorni scorsi è capitato di peggio. L’Associazione Patriottica e la sedicente Conferenza dei Vescovi Cattolici di Cina gli hanno ritirato “l’approvazione”. Come avessero loro l’autorità di fare e disfare un vescovo. [leggi tutto]

© Settimo Cielo

“La fede ragionata”


È uscito il nuovo libro di Stefano Fontana con le “controindicazioni cattoliche”

di Benedetta Cortese

E’ in libreria il nuovo libro di Stefano Fontana dal titolo “La fede ragionata” (edizioni Cantagalli 2012, pp. 256, € 15,00) che raccoglie i primi cento editoriali pubblicati sul settimanale cattolico di Trieste “Vita Nuova” di cui Fontana è direttore. Si tratta di cento interventi di riflessione e valutazione dei principali fatti civili ed ecclesiali non solo triestini ma anche di più ampio raggio.
Il libro inizia con un editoriale molto personale, legato alla spiritualità dell’autore, intitolato “L’inutile”. Seguono poi i “primi quattro editoriali”, scritti subito dopo aver assunto la direzione e che avevano dettato la linea del settimanale. Inizia poi la sezione “parole triestine”, con gli editoriali dedicati alla città e alla Chiesa di Trieste. [leggi tutto]

© Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân

giovedì 13 dicembre 2012

Scrivo da una cella senza finestre


Se mi convertissi sarei libera, preferisco morire cristiana

di Asia Noreen Bibi - Prigione di Sheikhupura, Pakistan

Mi chiamo Asia Noreen Bibi. Scrivo agli uomini e alle donne di buona volontà dalla mia cella senza finestre, nel modulo di isolamento della prigione di Sheikhupura, in Pakistan, e non so se leggerete mai questa lettera. Sono rinchiusa qui dal giugno del 2009. Sono stata condannata a morte mediante impiccagione per blasfemia contro il profeta Maometto.
Dio sa che è una sentenza ingiusta e che il mio unico delitto, in questo mio grande Paese che amo tanto, è di essere cattolica. Non so se queste parole usciranno da questa prigione. Se il Signore misericordioso vuole che ciò avvenga, chiedo agli spagnoli (il 15 dicembre, il marito di Asia ritirerà a Madrid il premio dell’associazione HazteOir, ndr) di pregare per me e intercedere presso il presidente del mio bellissimo Paese affinché io possa recuperare la libertà e tornare dalla mia famiglia che mi manca tanto. [leggi tutto]

© Avvenire

Il motu proprio di Benedetto XVI


Il Santo Padre ripropone lo studio del latino che riunisce tutti i popoli cristiani nell’unica Chiesa Cattolica. Da sempre lingua del Papato, è la più adatta ad esprimere la Verità, poiché non soggetta a variazioni, compatta e immutabile nei secoli.

di Fabrizio Cannone

Sull’Osservatore Romano dell’11 novembre 2012 (pp. 4-5) è stato pubblicato il motu proprio Latina lingua con cui Benedetto XVI istituisce la Pontificia Accademia di Latinità, dipendente dal Pontificio Consiglio della Cultura. La cosa è particolarmente degna di nota, visto il clima di secolarizzazione in cui la comunità ecclesiale vive e vegeta, secolarizzazione segnata tra l’altro da filo-protestantesimo, da sincretismo culturale e anti-romanità all’ennesima potenza.
Secondo Benedetto XVI, «la lingua latina è sempre stata tenuta in altissima considerazione dalla Chiesa Cattolica e dai Romani Pontefici, i quali ne hanno assiduamente promosso la conoscenza e la diffusione, avendone fatto la propria lingua, capace di trasmettere universalmente il messaggio del Vangelo, come già autorevolmente affermato dalla Costituzione Apostolica Veterum Sapientia del mio predecessore, il beato Giovanni XXIII» (art. 1). [leggi tutto]

© Il Settimanale di Padre Pio

mercoledì 12 dicembre 2012

Può succedere questo?

Baal Zebub

«Abbiamo fatto tanta poesia, si può dire, perché anche se era erotismo e pornografia, per noi era poesia […] giocherellando, abbiamo fatto quello che, magari, tantissime persone hanno paura di fare».
Ilona Staller, dal pulpito, per i funerali di Riccardo Schicchi

«Mi dicono che ho fatto sdoganare il porno, ma io non ho fatto sdoganare proprio nulla. Riccardo ha iniziato ed è grazie a lui se sono qui e se sono quello che sono».
Rocco Siffredi, idem

«Riccardo è stato una persona eccezionale, ha fatto lavorare tante persone, tanti ragazzi in questo mondo che è un mondo pulito, molte persone pensano che sia chissà che ma è l’opposto e ci ha dato tante soddisfazioni».
Pasquale Bruno, idem

Gran finale: don Francesco Bartolucci
Durante l’omelia chiede «al Signore che apra le sue braccia a Riccardo» e che gli mostri la sua «bontà paterna». E aggiunge «perché ciò che è stato nella vita sia un premio per il Cielo».

Ovviamente tutti in fila per la comunione, impenitenti.

***
silvio

Gilbert Durand, l’esploratore dell’immaginario

Gilbert Durand

di Massimo Introvigne

A funerali avvenuti, come desiderava, è stata data notizia della morte, avvenuta il 6 dicembre 2012, di Gilbert Durand (1921-2012), uno dei più grandi antropologi del secolo XX. Se mi è concesso partire da un ricordo personale, la pubblicazione in italiano nel 1972 della sua opera principale, «Le strutture antropologiche dell’immaginario» (Dedalo, Bari) – mentre l’edizione francese risaliva al 1960 – fu per me una vera rivelazione, e per certi versi perfino una liberazione. Un grande accademico, in un certo senso, «sdoganava» tutto il discorso sui miti e sui simboli, mostrando che si trattava di oggetti assolutamente legittimi dello studio e del sapere universitario, e che le scienze umane – cui cominciavo ad accostarmi, terminando il liceo – non dovevano limitarsi a considerare l’uomo nella sua dimensione di lavoratore, produttore e consumatore ma potevano e dovevano studiare anche le sue dimensioni simboliche, religiose, mistiche. [leggi tutto]

© La Nuova Bussola Quotidiana

lunedì 10 dicembre 2012

I “discorsi di odio”: un reato per reprimere la libertà di espressione dei cristiani

Ma non mi dire...

di Roberto de Mattei

La libertà di espressione si restringe sempre di più per i cristiani in Europa. Anche Paesi di antica tradizione cattolica hanno iniziato ad inserire nelle loro legislazioni un nuovo tipo di crimine, i “discorsi ispirati dall’odio” (in inglese hate speeches), che si riferiscono alla discriminazione e all’ostilità verso un individuo, a causa di caratteristiche particolari, come il suo orientamento sessuale o “l’identità di genere”.
In dodici Stati membri dell’Unione Europea (Belgio, Danimarca, Germania, Estonia, Spagna, Francia, Irlanda, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Svezia) più l’Irlanda del Nord nel Regno Unito, è considerato reato incitare all’odio o alla discriminazione in base all’orientamento sessuale. [leggi tutto]

© nocristianofobia.org

L’ultima Chiesa dell’Apocalisse


di Giancarlo Infante

La «Rivelazione» (Apokalypsis) trasmessa a san Giovanni da un angelo di Dio attraverso simboli ed allegorie sottolinea il continuo contrasto fra le forze del bene del male. Contrasto che si concluderà con la distruzione di Babilonia, delle forze del male e delle nazioni che giacciono sotto il loro dominio (Ap 19, 11-21).
San Giovanni inizia questo libro rivolgendo sette messaggi di giudizio, esortazione e speranza alle Chiese di Efeso, Smirne, Pergamo, Tiàtira, Sardi, Filadelfia, Laodicea.Tutte localizzabili in Asia. Ossia in Oriente, luogo dal quale nasce il Sole, simbolo di Cristo. [leggi tutto]

© Sferamundi

Come la Chiesa ha alfabetizzato l’Europa


di Francesco Agnoli

Si discute, in questi tempi, della scuole paritarie. Sembra che la scure dell’Imu debba calare anche su di loro, con effetti devastanti. L’argomentazione dei contrari è semplice: le scuole paritarie, che offrono un servizio pubblico, fanno risparmiare allo Stato sei miliardi di euro l’anno. E’ giusto ricordarlo, a tutti coloro che, mentendo, affermano che le scuole paritarie toglierebbero soldi all’istruzione pubblica. Giusto, dicevo, ma troppo poco. Se ormai non apparisse polemico sostenere che la neve è bianca, si dovrebbe ricordare una verità storica evidente: è la Chiesa, da cui ancora oggi originano la gran parte delle paritarie, che ha educato e alfabetizzato l’Europa. Negarle oggi il diritto di continuare a lavorare nel campo dell’educazione significa compiere un delitto, quantomeno di irriconoscenza, contro la propria storia. [leggi tutto]

© Libertà e Persona

sabato 8 dicembre 2012

Il caso del Prof. Giovanni Zenone



Una dichiarazione di padre Giovanni Cavalcoli OP

A seguito della notizia dell'esonero dall'insegnamento di religione del Prof. Giovanni Zenone da parte del Vescovo di Verona, certo di interpretare i sentimenti di sdegno di moltissimi cattolici riconoscenti per le preziose pubblicazioni dell'illustre Editore, desidero esprimere la mia piena solidarietà col Prof. Zenone, il quale certamente ora sta vivendo la beatitudine evangelica relativa a coloro che sono insultati per il Nome di Cristo. Preghiamo per la Diocesi di Verona e per il suo Vescovo, affinché siano in piena comunione col Successore di Pietro e col Magistero della Chiesa.