domenica 22 marzo 2009

Pensiero della Domenica - 73

A cura del sito “Vie dello Spirito


IV Domenica di Quaresima


Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito


Le leggi ecclesiastiche non sono mai state repressive. La richiesta del digiuno quaresimale era osservata, nei tempi antichi, fino all'estremo. E la Chiesa, per non pregiudicare la salute dei fedeli, stabilì a metà Quaresima (la domenica "laetare") una sospensione completa di un giorno, di ogni forma di digiuno. Siamo, con la IV^ domenica di Quaresima, in pieno tempo favorevole, di conversione. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

giovedì 19 marzo 2009

La Libertà che guida -precede- il popolo

Credo caro Silvio, che il quadro di Delacroix riassuma efficacemente i tre begli articoli (che hai opportunamente trovato). Prendo spunto da tre citazioni in ordine di ogni articolo per ribattezzarlo con le parole in grassetto sotto.
- La fine del comunismo ha tolto di mezzo la grande provocazione che l’idea di rivoluzione suscitava nel mondo cattolico. Esso accettò di declinarsi, in forme molto diverse, con l’idea di una rottura rivoluzionaria con l’Occidente e il capitalismo, facendo del popolo di Dio il nuovo esercito dei sanculotti.
- nazismo e bolscevismo - non ha alcuna legge al di fuori di quella dell'azione stessa: perché ripudia il Filioque. Essi dicono: l'azione, l'amore, sono un valore che precede tutto; non "procede", ma soltanto "precede".
- Certo, non si vede a che serva "l’intera storia dottrinale" della Chiesa se, a coronamento di tutto, si risolvono l’assiduità con la Parola di Dio e la differenza cristiana in istanze di ordinaria moralità pubblica, buone a tutti gli usi, anche a contingente polemica politica. Basterebbe a costoro il residuo cristiano della religione civile di Rousseau, magari equivocata con il messaggio traente e rivoluzionario del Concilio
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roberto

Scoop (di santità) su San Giuseppe

Interessante l’interpretazione dei passi in Mt 18, 19 da parte di José Miguel García nel suo libro La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli (BUR, 2005).

Il Vangelo secondo Matteo in questione è il seguente: «Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto».

García trova delle incongruenze, specialmente nel verso 19, che non possono non essere chiarite. [leggi tutto]

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silvio

mercoledì 18 marzo 2009

L’amore è inseparabile dalla verità

Segnalo tre articoli illuminanti.

Il primo è di don Gianni Baget Bozzo, relativo alla difesa della Tradizione da parte di Benedetto XVI.

Il secondo è un inedito del teologo Romano Amerio (nella foto), pubblicato nientemeno che da L’Osservatore Romano. Pubblicazione assai significativa in questo periodo, per la riscoperta di questo pensatore ingiustamente dimenticato e del quale sarà pubblicata tra qualche mese la nuova edizione di Iota unum.

Il terzo è una riflessione del professor Pietro De Marco, ospitato spesso sul sito di Sandro Magister per l’acutezza delle sue analisi. L’articolo tratta di un commento all’ultima lettera del Papa ai vescovi.

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silvio

martedì 17 marzo 2009

Chi sono i veri fondamentalisti?

Vorrei integrare l'ottimo post precedente di Silvio analizzando un altro aspetto del fondamentalismo. Coloro che si richiamano alla tradizione del cattolicesimo democratico,denunciano spesso un disagio, ed è questo: l’impegno di singoli credenti, gruppi, comunità, associazioni e movimenti rimane inadeguato, la fedeltà al Vangelo è tradita da chi è preposto al servizio della comunione e dell’unità della Chiesa (sostanzialmente dalla gerarchia) l’inadeguatezza delle nostre risposte dicono, è sotto gli occhi di tutti, gli avvenimenti tumultuosi, la povertà e la fame combinate con tutte le forme di violenza, il malessere del pianeta stesso le mettono in evidenza. In poche parole il cristianesimo ha fallito, e non è credibile agli occhi del mondo. Costoro che sono impegnati a favore della pace, del dialogo tra le culture, che si pongono accanto alle persone emarginate per condividerne il cammino verso l’inclusione e la cittadinanza chiedono ai Vescovi di rompere il silenzio e aprire un confronto ecclesiale su questi temi, soprattutto chiedono con maggiore forza di dare seguito alla spinta riformatrice del Concilio VaticanoII. Come? costoro slittano dalla prassi dottrinale (dogmatica, delle certezze, del magistero , che accusano di fondamentalismo) a quella politica, ovvero: questo cattolicesimo ha fallito, bene, noi vi facciamo diventare buoni in altro modo. Mantengono come riferimento alto i valori della Costituzione e si sforzano di rinnovare il significato della laicità alla luce di una società pluralista, cioè al soddisfacimento dei loro egoismi(plurali ovviamente). L’economia centralizzata appare essere l’alternativa morale, alla quale si rivolgono con una fiducia quasi religiosa, ma attenzione, qui sta il trucco; usano la centralità dello Stato ovvero lo statalismo, per guidare il sistema capitalistico-l’economia di mercato-, che di per sè è solo un mezzo, ma il mezzo più efficace per soddisfare meglio gli egoismi collettivi ovvero quello che si dice consumismo. Mentre l’economia di mercato prende in considerazione le inevitabili conseguenze dell’egoismo e le limita con la concorrenza tra gli egoismi, ora viene messa sotto la guida dello Stato per un efficacia consumistica maggiore.Ovviamente si tratta di quello Stato cattivo di stampo ideologico per capirci quello di matrice illuminista nato dalla rivoluzione francese diciamo pure lo Stato moderno -dare tutto a tutti-. Ecco, uno Stato che solletica tutti gli appetiti dove ci ha portati! Ecco chi sono i veri fondamentalisti! E’ in sostanza il modernismo che si trasforma e si affina.
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roberto

Intransigenza fondamentalista e intransigenza santa

Volevo approfondire il tema dell’intransigenza, accennata da Don Lucio.

L’atteggiamento fondamentalista non può che portare all’intransigenza verso il prossimo. Intendo il disprezzo insofferente nei confronti delle debolezze e dei limiti del prossimo nostro. Atteggiamento farisaico, ipocrita, rimproveratoci primariamente e con ragione da Gesù Cristo.

Nessuno è completamente immune da questo tarlo.

C’è, però, anche una santa intransigenza della quale, ad esempio, ci parla San Josemaría Escrivá: «Il piano di santità che il Signore ci chiede è definito da questi tre punti: La santa intransigenza, la santa coazione e la santa facciatosta». (Cammino, 387) [leggi tutto]

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silvio

Sicurezze… e insicurezze

Per superare il fondamentalismo religioso più nocivo alla Chiesa, che non l'indifferentismo.

Davanti alle insicurezze religiose, determinatesi, dicono, dietro le proposte meno dogmatistiche, cioè più pastorali, del Vaticano II, diversa gente di Chiesa si è impaurita, fino al punto di chiudersi in un fondamentalismo diffidente e combattivo.

Deplorano in blocco ogni progetto ecumenico, gli incontri di preghiera di Giovanni Paolo II ad Assisi, con ebrei, maomettani, buddisti, ortodossi e protestanti, e rimpiangono cordialmente l'intransigenza di Pio IX e altri pontefici del tempo passato. [leggi tutto]

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Don Lucio Luzzi

lunedì 16 marzo 2009

Indisciplinati

Purtroppo sono costretto dagli avvenimenti a continuare la triste cronistoria: quella della crisi che attraversa la Curia e sulla quale il Papa è personalmente intervenuto.

Stavolta è mons. Rino Fisichella (Presidente della Pontificia Accademia per la Vita) a sconfessare apertamente il confratello, padre Gianfranco Grieco (capo ufficio del Pontificio Consiglio per la Famiglia), che aveva difeso la decisione del vescovo Sobrinho circa la scomunica di medici abortisti.

Evidentemente Fisichella non ha letto la lettera del Papa o non comprende come questi colpi siano micidiali per la credibilità della Chiesa.

Un altro monsignore che non ha letto - o non ha capito - la lettera del Papa è Bruno Forte che, su Il Foglio di sabato, si scatena contro i lefebvriani da lui definiti come un’insignificante percentuale di «intransigenti e nostalgici». Complimenti per l’amore che dimostra verso i fratelli. Specie dopo le raccomandazioni del Papa. Commovente.

Contro questa genìa di seminatori di zizzania non c’è provvedimento disciplinare, né sanzione canonica da comminare: lo annoto senz’altro.

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silvio