Continuo ad occuparmi di Sant'Anselmo assieme a Paolo a mo' di carteggio, nel senso che riporto una sua ed una mia elucubrazione nel merito:
Cercando di capire Anselmo, mi è sempre sembrato difficile giustificare in maniera convincente il suo salto logico da una realtà puramente mentale elaborata dall’uomo a una verità oggettiva, per cui una realtà solamente pensata - Dio in tal caso - debba poi essere necessariamente trasferita su un piano oggettivo ed esterno alla mente stessa.