venerdì 14 dicembre 2012

Conferenza di Mauro Magatti


di Silvio Brachetta

Emerge sempre più chiaramente, in ambito cattolico ma non solo, il vincolo profondo che lega la crisi economica contemporanea a una più subdola crisi morale diffusa un po’ ovunque, ma radicata specialmente in Italia. Mauro Magatti, saggista e sociologo presso l’Università Cattolica di Milano, durante un recente dibattito a Trieste (11 dicembre) presso l’Hotel Savoia Palace, ha riscontrato «una sorta di tumore in questo Paese», originato dal cattivo uso della libertà. In particolare, un uso «adolescenziale» della libertà, tutta volta al «soggettivismo» egoista, avrebbe sfibrato la capacità d’iniziativa degli italiani compromettendo, durante gli ultimi decenni, anche le relazioni affettive e comunicative familiari e sociali. [leggi tutto]

© Vita Nuova

3 commenti:

roberto ha detto...

Ciao Silvio,
ottimo ,bravo, utile per una riflessione politica.
In particolare alla fine dell'articolo quando scrive di" slegamento diffuso tra la gente di affetti, parole,significati, "non si può non pensare all'enciclica "Caritas in Veritate di Benedetto XVI in particolare al punto 7 dove scrive a proposito di bene comune:
" Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d'incidenza nella pólis. È questa la via istituzionale — possiamo anche dire politica — della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis. Quando la carità lo anima, l'impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell'impegno soltanto secolare e politico".
(quindi difendere la civitas Cristiana anche attraverso l'azione politica è un grande atto di carità)
nonchè al punto 11:." Lungo la storia, spesso si è ritenuto che la creazione di istituzioni fosse sufficiente a garantire all'umanità il soddisfacimento del diritto allo sviluppo. Purtroppo, si è riposta un'eccessiva fiducia in tali istituzioni, quasi che esse potessero conseguire l'obiettivo desiderato in maniera automatica. In realtà, le istituzioni da sole non bastano,..."

roberto

Anonimo ha detto...

Scusate se faccio una domanda che non c'entra con l'argomento ma non so a chi scrivere per una risposta. Volevo sapere il significato della parola "unzione" usata nel testo di San Bonaventura che è nel titolo del vostro sito. Siccome mi è capitato di trovarla altra volte in testi religiosi antichi o vecchi e siccome è una parola vicina o simile a quella che è una parola negativa per definire qualcuno:" Ha un modo di fare untuoso e ipocrita", non riesco a capire in che senso l'ha usata il santo. Ho consultato dizionari on line, quello,etimologico, quello della Crusca ecc ecc ma tutti parlano solo di derivazione dal verbo ungere. Ci dev'essere un'altra spiegazione ma non la trovo. Mi potreste aiutare? Grazie molte.

silvio ha detto...

@ Roberto: grazie per le importanti integrazioni. Ho visto il Magatti effettivamente molto preparato e attento al Magistero.

@ Anonimo: si tratta dell’unzione crismatica dello Spirito Santo. Bonaventura, nell’elenco, intende dire che non sono sufficienti le capacità umane per comprendere gli arcani misteri di Dio, ma serve anche la grazia. Lo stesso Cristo significa “unto”, unto dallo Spirito.